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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/01/2023 Lettura: ~2 min

Sanguinamenti ed eventi ischemici nei pazienti con fibrillazione atriale trattati con anticoagulanti dopo il primo episodio di sanguinamento: tempi e rischi

Fonte
Meyre et al, European Heart Journal, DOI: 10.1093/eurheartj/ehac587.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo chiaro e rassicurante cosa succede ai pazienti con fibrillazione atriale (un problema del cuore) che assumono farmaci anticoagulanti e che hanno avuto un episodio di sanguinamento. Parliamo dei rischi di nuovi sanguinamenti e di problemi come ictus o infarto, e di come questi rischi cambiano nel tempo.

Che cosa significa assumere anticoagulanti in fibrillazione atriale

I farmaci anticoagulanti orali (OAC) sono molto utili per ridurre il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale (FA), un disturbo del ritmo cardiaco. Tuttavia, questi farmaci aumentano anche il rischio di sanguinamenti, che possono essere più o meno gravi.

Tipi di sanguinamento e loro frequenza

Esistono due tipi principali di sanguinamento nei pazienti che assumono anticoagulanti:

  • Sanguinamento maggiore: più grave e meno frequente, circa il 2-3% all'anno.
  • Sanguinamento non maggiore ma clinicamente rilevante (CRNMB): meno grave ma più comune, circa tre volte più frequente del sanguinamento maggiore.

Rischi dopo un episodio di sanguinamento

Studi recenti hanno mostrato che un episodio di sanguinamento maggiore è collegato a un rischio più alto di:

  • morte
  • ictus ischemico
  • infarto del miocardio (problema al cuore)

Questo rischio è più alto soprattutto nei primi 30 giorni dopo il sanguinamento, ma può persistere anche a lungo termine.

Importanza del follow-up a lungo termine

Un recente studio ha seguito per circa 4 anni oltre 3.200 pazienti con FA che assumevano anticoagulanti. Durante questo periodo:

  • circa il 20% ha avuto un nuovo episodio di sanguinamento;
  • il rischio di ictus, infarto o morte era più alto nei pazienti che avevano avuto sanguinamenti maggiori;
  • il sanguinamento non maggiore (CRNMB) non sembrava aumentare significativamente questi rischi;
  • chi ha interrotto l'anticoagulante dopo il primo sanguinamento ha avuto un rischio più alto di eventi gravi rispetto a chi ha continuato il trattamento.

Cosa significa tutto questo per i pazienti

Questi risultati indicano che:

  • il sanguinamento maggiore è un segnale importante di rischio per problemi seri;
  • è fondamentale un attento controllo e un follow-up prolungato dopo un episodio di sanguinamento;
  • interrompere l’anticoagulante può aumentare il rischio di eventi pericolosi, quindi la decisione deve essere valutata con attenzione dal medico.

In conclusione

Nei pazienti con fibrillazione atriale che assumono anticoagulanti, un episodio di sanguinamento maggiore aumenta il rischio di problemi seri come ictus, infarto o morte, soprattutto se l’anticoagulante viene interrotto. È importante un monitoraggio a lungo termine per gestire questi rischi e proteggere la salute del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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