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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/04/2023 Lettura: ~2 min

Confronto tra sostituzione della valvola aortica chirurgica e transcatetere nei pazienti a basso e alto rischio

Fonte
Ahmad https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehac642.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha confrontato due metodi per sostituire la valvola aortica: uno chirurgico tradizionale e uno meno invasivo, chiamato transcatetere. Lo studio ha valutato pazienti con diversi livelli di rischio per capire quale metodo fosse più sicuro ed efficace.

Che cosa è stato studiato

Gli studiosi hanno raccolto dati da otto studi clinici con quasi 9.000 pazienti. Hanno confrontato due modi per sostituire la valvola aortica:

  • Sostituzione chirurgica della valvola aortica (SAVR), che è un intervento tradizionale aperto.
  • Impianto transcatetere della valvola aortica (TAVI), una procedura meno invasiva che usa un catetere.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi in base al loro rischio chirurgico: basso rischio e alto rischio.

Risultati principali

Gli aspetti principali valutati erano:

  • La mortalità (numero di decessi)
  • La comparsa di ictus
  • Un insieme di eventi gravi, cioè morte o ictus invalidante

Questi eventi sono stati osservati sia nel primo anno dopo l'intervento, sia dopo il primo anno.

Nei pazienti a basso rischio

  • Nel primo anno, chi ha ricevuto la procedura transcatetere (TAVI) aveva un rischio di morte più basso rispetto a chi ha fatto l'intervento chirurgico tradizionale.
  • Anche il rischio combinato di morte o ictus grave era più basso con TAVI nel primo anno.
  • Dopo il primo anno, non c'erano differenze significative tra i due metodi per questi eventi.

Nei pazienti ad alto rischio

Non sono state trovate differenze importanti tra TAVI e intervento chirurgico per quanto riguarda morte, ictus o eventi gravi, né nel primo anno né dopo.

Altre differenze osservate

  • Con TAVI si sono verificati meno casi di fibrillazione atriale (un tipo di battito cardiaco irregolare), meno sanguinamenti importanti e meno danni ai reni.
  • Con TAVI ci sono stati più casi di necessità di impianto di pacemaker, complicazioni ai vasi sanguigni e perdite intorno alla valvola impiantata.

In conclusione

Per i pazienti a basso rischio, la procedura meno invasiva (TAVI) mostra un vantaggio nel ridurre la mortalità e gli eventi gravi nel primo anno, mentre dopo questo periodo i risultati sono simili ai metodi tradizionali. Nei pazienti ad alto rischio, i risultati tra i due metodi sono sostanzialmente equivalenti. Entrambi i trattamenti hanno vantaggi e possibili complicazioni diverse da considerare.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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