Che cosa è stato studiato
Gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2, noti come SGLT2i, sono farmaci che migliorano la salute del cuore, anche se il modo preciso in cui funzionano non è ancora del tutto chiaro. Uno studio ha esaminato come questi farmaci possono aiutare durante un infarto miocardico acuto, cioè un attacco al cuore.
Come è stato fatto lo studio
Lo studio è stato condotto su maiali sani, che hanno subito un danno al cuore simile a un infarto causato da un blocco temporaneo di un'arteria importante. Gli animali sono stati divisi in tre gruppi:
- Il primo ha ricevuto empagliflozin per una settimana prima dell'infarto.
- Il secondo ha ricevuto un trattamento placebo, cioè senza principio attivo.
- Il terzo ha ricevuto un'infusione di beta-idrossibutirrato (BOHB), un tipo di corpo chetonico, durante l'infarto.
Cosa è stato osservato
Quattro ore dopo l'infarto, sono stati valutati diversi parametri con esami speciali:
- Il gruppo trattato con empagliflozin aveva livelli più alti di BOHB nel sangue.
- Questo gruppo mostrava una riduzione della dimensione dell'infarto e meno danni ai piccoli vasi sanguigni del cuore.
- La funzione del cuore era migliorata rispetto al gruppo placebo.
- Si è osservata una diminuzione dei segni di morte cellulare (apoptosi) e di stress ossidativo, che sono processi dannosi per le cellule del cuore.
- Il gruppo che ha ricevuto direttamente il BOHB ha avuto risultati simili a quelli trattati con empagliflozin.
Che cosa significa tutto questo
Questi risultati suggeriscono che empagliflozin può proteggere il cuore durante un infarto, in parte grazie all'aumento dei corpi chetonici come il BOHB. Questi corpi chetonici sembrano aiutare il cuore a limitare i danni e a funzionare meglio dopo un evento così grave.
In conclusione
L'empagliflozin mostra un effetto protettivo sul cuore durante l'infarto. L'aumento dei corpi chetonici potrebbe essere uno dei modi in cui questo farmaco aiuta il cuore a guarire e a mantenersi più forte dopo un danno.