Radioterapia e cuore: un legame da tenere d'occhio
Quando si fa la radioterapia (un trattamento che usa raggi ad alta energia per colpire le cellule tumorali) per un tumore al polmone, le strutture vicine al tumore possono ricevere una parte delle radiazioni. Il cuore, che si trova proprio nel torace, è tra gli organi che possono essere esposti.
Questo non significa che la radioterapia sia pericolosa per il cuore in modo inevitabile. Significa però che i medici devono monitorarlo con attenzione, soprattutto nel tempo.
Uno studio recente, presentato all'ESC Cardiooncology 2026 (un importante congresso europeo dedicato alla salute del cuore nei pazienti oncologici), ha analizzato proprio questo aspetto. Sono stati seguiti 98 pazienti con tumore al polmone non metastatico (cioè che non si era ancora diffuso ad altri organi) sottoposti a radioterapia.
Cos'è il GLS e perché è così importante
💡 Cos'è il GLS (Global Longitudinal Strain)?
Il GLS, o Global Longitudinal Strain, è una misurazione che si ottiene durante un ecocardiogramma (un'ecografia del cuore, completamente indolore e non invasiva). Misura con grande precisione quanto il muscolo cardiaco si contrae e si allunga a ogni battito. È uno strumento molto sensibile: riesce a rilevare piccole alterazioni della funzione del cuore prima ancora che compaiano sintomi. Per questo si parla di disfunzione subclinica, cioè un problema che esiste ma che ancora non si sente. Più il valore del GLS si avvicina allo zero (da valori negativi come −16 o −18), più il muscolo cardiaco fatica a lavorare bene.
Nello studio, il GLS è stato misurato prima della radioterapia e poi durante i controlli successivi. I risultati hanno mostrato un peggioramento significativo: il valore mediano è passato da −16,17% a −14,11%. In parole semplici, il cuore dei pazienti lavorava un po' meno bene dopo il trattamento.
Questo peggioramento era collegato alla quantità di radiazioni ricevuta dal cuore: più alta era la dose, più il GLS tendeva a peggiorare.
Quali parti del cuore sono più a rischio?
Il cuore è composto da diverse strutture. Lo studio ha scoperto che le più vulnerabili alle radiazioni sono i ventricoli (le camere inferiori del cuore, che pompano il sangue nel corpo e nei polmoni).
In particolare, quando una parte significativa del ventricolo sinistro (la camera che pompa il sangue in tutto il corpo) o del ventricolo destro (quella che invia il sangue ai polmoni) riceveva dosi elevate di radiazioni, il GLS peggiorava in modo più marcato.
Gli atri (le camere superiori del cuore), invece, non hanno mostrato lo stesso tipo di associazione con il peggioramento del GLS.
Ipertensione: un fattore di rischio aggiuntivo
Lo studio ha evidenziato un dato molto importante per chi soffre di ipertensione (la pressione del sangue alta): in questi pazienti, l'effetto delle radiazioni sul cuore era sensibilmente maggiore rispetto a chi aveva la pressione nella norma.
Questo significa che, se hai la pressione alta e devi fare una radioterapia al torace, il tuo medico dovrà prestare un'attenzione ancora maggiore sia alla pianificazione del trattamento sia ai controlli cardiologici nel tempo.
💡 Cos'è la dosimetria cardiaca?
Prima di iniziare la radioterapia, i fisici medici e i radioterapisti calcolano con precisione quante radiazioni riceverà ogni parte del corpo, incluso il cuore. Questo processo si chiama pianificazione dosimetrica. L'obiettivo è colpire il tumore nel modo più efficace possibile, riducendo al minimo l'esposizione degli organi sani vicini. Grazie alle tecnologie moderne, è spesso possibile limitare la dose ricevuta dai ventricoli, riducendo così il rischio di danni al cuore.
Cosa è successo ai pazienti durante il follow-up?
Durante il periodo di osservazione successivo alla radioterapia, 8 pazienti su 98 (circa l'8%) hanno sviluppato eventi cardiovascolari (problemi legati al cuore e ai vasi sanguigni). Tra questi:
- Aritmie (alterazioni del ritmo cardiaco)
- Scompenso cardiaco (quando il cuore non riesce a pompare sangue in modo efficiente)
- Tromboembolia polmonare (un coagulo di sangue che ostruisce i vasi dei polmoni)
Questi dati confermano l'importanza di un monitoraggio cardiologico attento anche dopo la fine della radioterapia.
⚠️ Sintomi da non ignorare durante e dopo la radioterapia
Se stai facendo o hai fatto una radioterapia al torace, contatta subito il tuo medico se noti uno di questi segnali:
- Fiato corto o affanno anche a riposo o con sforzi lievi
- Palpitazioni o sensazione di cuore irregolare
- Gonfiore alle gambe o alle caviglie
- Dolore o senso di pressione al petto
- Stanchezza insolita e persistente
- Tosse improvvisa con sangue o difficoltà respiratoria acuta
✅ Cosa puoi fare per proteggere il tuo cuore
- Parla con il tuo oncologo e il tuo cardiologo prima di iniziare la radioterapia: chiedi come verrà protetto il tuo cuore.
- Fai l'ecocardiogramma con GLS prima del trattamento, come punto di riferimento.
- Mantieni la pressione sotto controllo: se sei iperteso, una buona gestione della pressione riduce il rischio cardiaco.
- Non saltare i controlli cardiologici programmati dopo la radioterapia.
- Segnala subito qualsiasi sintomo nuovo al tuo medico, anche se ti sembra lieve.
- Adotta uno stile di vita sano: non fumare, muoverti regolarmente (nei limiti delle tue condizioni), seguire un'alimentazione equilibrata.
In sintesi
La radioterapia per il tumore al polmone può esporre il cuore alle radiazioni, con possibili effetti sulla sua funzione nel tempo. Il GLS, misurato con l'ecocardiogramma, è uno strumento prezioso per individuare questi cambiamenti in anticipo, prima che causino sintomi. Chi soffre di ipertensione è più vulnerabile e merita un monitoraggio ancora più attento. Limitare la dose di radiazioni che raggiunge i ventricoli e fare controlli cardiologici regolari sono le strategie più efficaci per proteggere il tuo cuore durante e dopo il trattamento.