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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/06/2023 Lettura: ~2 min

Il trapianto di cuore dopo morte circolatoria rispetto a morte cerebrale

Fonte
Schroder et al, New England Journal of Medicine, DOI: 10.1056/NEJMoa2212438.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il trapianto di cuore è una procedura importante per chi ha problemi cardiaci gravi. Esistono due tipi principali di donatori: quelli che sono deceduti per morte cerebrale e quelli deceduti per morte circolatoria. Questo testo spiega in modo semplice uno studio recente che ha confrontato i risultati di trapianti da questi due tipi di donatori.

Che cosa significa morte cerebrale e morte circolatoria

Morte cerebrale indica la perdita completa e irreversibile di tutte le funzioni del cervello, anche se il cuore può ancora battere grazie a macchine.
Morte circolatoria significa che il cuore ha smesso di battere e non si riesce più a farlo ripartire.

Lo studio recente sul trapianto di cuore

Uno studio pubblicato su una rivista medica importante ha confrontato due gruppi di pazienti che hanno ricevuto un trapianto di cuore:

  • Un gruppo ha ricevuto un cuore da donatori dopo morte circolatoria.
  • L'altro gruppo ha ricevuto un cuore da donatori dopo morte cerebrale.

Lo studio ha valutato due aspetti principali:

  • La sopravvivenza a 6 mesi dopo il trapianto, cioè quante persone erano ancora vive dopo sei mesi.
  • La sicurezza, cioè la presenza di eventi gravi legati al trapianto entro 30 giorni.

I risultati principali

  • Su 180 pazienti trapiantati, metà ha ricevuto un cuore da donatori con morte circolatoria e metà da donatori con morte cerebrale.
  • La sopravvivenza a 6 mesi è stata molto simile tra i due gruppi: 94% per i cuori da donatori con morte circolatoria e 90% per quelli da donatori con morte cerebrale.
  • Non sono state osservate differenze importanti negli eventi gravi entro 30 giorni dal trapianto tra i due gruppi.

Cosa significa questo per i pazienti

Questi risultati mostrano che i cuori donati dopo morte circolatoria possono essere una valida alternativa ai cuori donati dopo morte cerebrale. Questo può aumentare la disponibilità di cuori per il trapianto, offrendo più opportunità di cura a chi ne ha bisogno.

In conclusione

Il trapianto di cuore da donatori con morte circolatoria è sicuro e offre risultati simili a quello da donatori con morte cerebrale, almeno nei primi sei mesi dopo l'intervento. Questo studio supporta l'uso di entrambe le fonti di donazione per aiutare più pazienti in attesa di un cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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