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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/06/2023 Lettura: ~2 min

Trapianto cardiaco: novità importanti in arrivo

Fonte
Schroder, et al. 10.1056/NEJMoa2212438.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il trapianto di cuore è una procedura salvavita per molte persone con problemi cardiaci gravi. Recentemente, uno studio ha confrontato due tipi di donatori per il trapianto, offrendo nuove informazioni rassicuranti sulla sicurezza e l'efficacia di entrambe le opzioni.

Che cosa significa "donatore dopo morte cardiaca" e "donatore dopo morte cerebrale"?

Quando si parla di donatori di organi, ci sono due situazioni principali:

  • Donatore dopo morte cerebrale: la persona ha perso tutte le funzioni cerebrali, ma il cuore continua a battere grazie a macchine di supporto.
  • Donatore dopo morte cardiaca: il cuore ha smesso di battere e la persona è considerata deceduta per arresto cardiaco.

Lo studio e i suoi risultati principali

Un gruppo di ricercatori ha voluto capire se i cuori provenienti da donatori dopo morte cardiaca fossero altrettanto sicuri ed efficaci per il trapianto rispetto a quelli da donatori dopo morte cerebrale.

Per questo, hanno diviso in modo casuale 180 pazienti adulti in due gruppi:

  • 90 persone hanno ricevuto un cuore da donatore dopo morte cardiaca
  • 90 persone hanno ricevuto un cuore da donatore dopo morte cerebrale

Di questi, 166 sono stati poi analizzati per valutare i risultati.

Sopravvivenza a 6 mesi

La misura più importante era vedere quanti pazienti erano ancora vivi dopo 6 mesi dal trapianto. I risultati sono stati molto simili:

  • 94% di sopravvivenza tra chi ha ricevuto un cuore da donatore dopo morte cardiaca
  • 90% di sopravvivenza tra chi ha ricevuto un cuore da donatore dopo morte cerebrale

Questi numeri mostrano che i cuori da donatori dopo morte cardiaca non sono inferiori a quelli da donatori dopo morte cerebrale in termini di sopravvivenza.

Eventi avversi gravi

Gli eventi avversi gravi sono problemi seri che possono accadere dopo il trapianto. Lo studio ha osservato questi eventi entro 30 giorni dall'intervento e non ha trovato differenze importanti tra i due gruppi.

In conclusione

Questo studio dimostra che i cuori provenienti da donatori dopo morte cardiaca sono una valida e sicura alternativa a quelli da donatori dopo morte cerebrale. Ciò potrebbe aumentare il numero di cuori disponibili per il trapianto, offrendo più opportunità di cura a chi ne ha bisogno.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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