Che cos'è la stiffness arteriosa
La stiffness arteriosa indica quanto le arterie diventano rigide e meno elastiche. Questo cambiamento può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, cioè problemi al cuore e ai vasi sanguigni.
Lo studio Caerphilly
Per capire quali fattori influenzano la rigidità delle arterie, è stato condotto uno studio chiamato studio prospettico Caerphilly. In questo studio sono stati seguiti per 20 anni 825 uomini con un'età media di 74 anni.
Durante lo studio sono state misurate due cose importanti:
- Pulse Wave Velocity (PWV): la velocità con cui l'onda del battito cardiaco si muove nelle arterie, un indicatore della loro rigidità.
- Augmentation Index: un altro parametro che indica come le onde del battito si riflettono nelle arterie.
Fattori che influenzano la rigidità arteriosa
Dopo 20 anni di osservazione, i principali fattori che hanno mostrato una relazione con la rigidità delle arterie (PWV) sono stati:
- Pressione pulsatoria: la differenza tra la pressione massima e minima nelle arterie.
- Proteina C-reattiva: una proteina che aumenta quando c'è infiammazione nel corpo.
- Glucosio: il livello di zucchero nel sangue.
- Circonferenza vita: una misura della quantità di grasso intorno alla pancia.
Per quanto riguarda l'Augmentation Index, il solo fattore predittivo significativo è stato il fibrinogeno, una proteina coinvolta nella coagulazione del sangue.
Altri aspetti importanti
- La pressione pulsatoria combinata con la frequenza cardiaca (battiti al minuto) è risultata molto correlata con la rigidità arteriosa.
- La rigidità arteriosa è stata anche associata a bassi livelli di trigliceridi (un tipo di grasso nel sangue) e al fumo.
- L'infiammazione e lo stress ripetitivo ciclico (cioè lo sforzo continuo sulle arterie dovuto ai battiti cardiaci) sono risultati importanti per prevedere la rigidità delle arterie.
Cosa significa tutto questo
Oltre alla pressione arteriosa, gli altri fattori di rischio tradizionali hanno un effetto modesto sulla rigidità delle arterie. L'infiammazione e il controllo della frequenza cardiaca sembrano invece giocare un ruolo importante.
Questo suggerisce che mantenere sotto controllo la pressione pulsatoria, la frequenza cardiaca e l'infiammazione potrebbe aiutare a prevenire o rallentare l'irrigidimento delle arterie, anche se questo deve ancora essere confermato con ulteriori studi.
In conclusione
La rigidità delle arterie è un fattore importante per il rischio di malattie cardiovascolari. Tra i vari fattori, la pressione pulsatoria, l'infiammazione, il livello di zucchero nel sangue e la circonferenza vita sono quelli più legati a questo fenomeno. Controllare questi aspetti potrebbe essere utile per mantenere le arterie più elastiche e ridurre i rischi per il cuore.