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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/02/2026 Lettura: ~2 min

Zodasiran: una nuova strategia con RNA interference per l’ipercolesterolemia familiare omozigote

Fonte
Raal FJ et al. 2025. Lancet Diabetes Endocrinol. doi:10.1016/S2213-8587(25)00290-6.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Chiriacò Aggiornato il 27/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Zodasiran è un nuovo trattamento che agisce su una proteina coinvolta nel controllo del colesterolo. Questo farmaco ha mostrato risultati promettenti in persone con una forma grave di ipercolesterolemia familiare, una condizione genetica che causa livelli molto alti di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo "cattivo". Qui spieghiamo in modo semplice come funziona e cosa è stato osservato negli studi clinici.

Che cos'è l'ipercolesterolemia familiare omozigote (HoFH)?

L'ipercolesterolemia familiare omozigote è una malattia genetica rara in cui il corpo ha un difetto importante nel recettore che normalmente elimina il colesterolo LDL dal sangue. Questo porta a livelli molto alti di colesterolo LDL, che aumentano il rischio di problemi cardiaci gravi.

Come funziona zodasiran?

Zodasiran è un farmaco che utilizza una tecnologia chiamata RNA interference (RNAi). Questa tecnologia agisce bloccando la produzione di una proteina chiamata ANGPTL3, che è coinvolta nel metabolismo dei grassi nel sangue. Riducendo questa proteina, zodasiran aiuta a diminuire i livelli di colesterolo LDL anche in chi ha un difetto nel recettore LDL.

Lo studio clinico GATEWAY

  • Lo studio ha coinvolto 18 pazienti con HoFH, con un'età media di 43 anni.
  • I pazienti erano già in trattamento per abbassare il colesterolo, ma avevano ancora valori molto alti (circa 379 mg/dL).
  • Zodasiran è stato somministrato con due dosi diverse, 200 mg o 300 mg, all'inizio e dopo 3 mesi.
  • Dopo 6 mesi, il colesterolo LDL si è ridotto in media del 36% con 200 mg e del 40% con 300 mg.
  • Durante un'estensione dello studio, con dosi di 200 mg ogni 3 mesi, la riduzione del colesterolo è rimasta stabile fino a 12 mesi.
  • Nei pazienti che assumevano anche altri farmaci chiamati inibitori PCSK9, la riduzione del colesterolo LDL è stata ancora più marcata, fino al 56%.

Sicurezza e effetti collaterali

Il trattamento con zodasiran è stato generalmente ben tollerato. Non sono stati segnalati effetti gravi legati al farmaco, né è stato necessario interrompere il trattamento. Gli effetti collaterali più comuni sono stati:

  • raffreddore e infezioni delle vie respiratorie superiori, come nasofaringite;
  • capogiri;
  • infezioni da COVID-19 durante la fase di estensione dello studio.

In conclusione

Zodasiran rappresenta una nuova opzione promettente per ridurre in modo significativo e duraturo il colesterolo LDL in persone con ipercolesterolemia familiare omozigote. Agisce bloccando una proteina diversa dal recettore LDL, offrendo così una possibilità di trattamento anche quando il recettore è gravemente compromesso. Il profilo di sicurezza è favorevole, rendendo questo farmaco un potenziale aiuto importante per chi convive con questa condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Chiriacò

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