Che cos’è lo studio ORBITA-2
Lo studio ha coinvolto 301 persone con angina stabile. Sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:
- 151 pazienti hanno ricevuto l’angioplastica coronarica percutanea (PCI), cioè un trattamento per aprire le arterie del cuore;
- 150 pazienti hanno fatto una procedura placebo, cioè un’angiografia (un esame per vedere le arterie) senza angioplastica.
Prima di iniziare, tutti hanno sospeso i farmaci per l’angina e sono stati osservati per due settimane per valutare i sintomi.
Come sono stati misurati i risultati
Il risultato principale era uno score che valutava la gravità dell’angina ogni giorno. Questo punteggio considerava:
- il numero di episodi di angina;
- la quantità di farmaci antianginosi usati;
- eventi clinici importanti, come la necessità di interrompere lo studio per angina grave, attacchi cardiaci o decesso.
Il punteggio poteva variare da 0 a 79, dove un numero più alto indicava sintomi peggiori.
I risultati principali
Dopo 12 settimane, il gruppo che ha ricevuto l’angioplastica aveva un punteggio medio di 2.9, mentre il gruppo placebo aveva un punteggio medio di 5.6. Questo significa che i pazienti trattati con angioplastica hanno avuto meno sintomi di angina.
Inoltre, nel gruppo placebo un paziente ha avuto un angina così grave da dover interrompere lo studio. Gli attacchi cardiaci sono stati pochi e simili in entrambi i gruppi.
Altri dati importanti
Lo studio ha anche misurato la gravità delle ostruzioni nelle arterie con due metodi chiamati FFR e iFR, che aiutano a capire quanto il flusso di sangue sia ridotto.
In conclusione
Nei pazienti con angina stabile, l’angioplastica ha dimostrato di ridurre significativamente i sintomi rispetto a una procedura placebo. Questo suggerisce che l’angioplastica può migliorare la qualità della vita in chi soffre di angina stabile.