Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha voluto capire se la ranolazina, un farmaco che aiuta a ridurre l'accumulo di calcio e sodio nelle cellule del cuore durante periodi di scarsa ossigenazione (ischemia), potesse proteggere il cuore quando somministrata prima di un intervento chiamato PCI (procedura per aprire le arterie coronarie).
Come è stato fatto lo studio
- 50 pazienti con angina stabile (dolore al petto causato da problemi cardiaci) sono stati divisi in due gruppi.
- Un gruppo ha ricevuto ranolazina (500 mg due volte al giorno) per 7 giorni prima dell'intervento.
- L'altro gruppo ha ricevuto un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo.
- Entrambi i gruppi erano simili per età, sesso, fattori di rischio e condizioni cardiache.
Cosa è stato misurato
I ricercatori hanno controllato i livelli di alcuni indicatori nel sangue che mostrano il danno al cuore:
- CPK-MB, un enzima legato al muscolo cardiaco.
- Troponina I, una proteina rilasciata quando il cuore è danneggiato.
- Mioglobina, una proteina che indica sofferenza muscolare.
Questi valori sono stati misurati prima dell'intervento, e poi a 8 e 24 ore dopo.
Risultati principali
- I pazienti che avevano preso ranolazina avevano valori significativamente più bassi di questi indicatori rispetto a chi aveva preso il placebo.
- La percentuale di pazienti con infarto del muscolo cardiaco dopo l'intervento era più bassa nel gruppo ranolazina (5%) rispetto al gruppo placebo (18%).
- I picchi di CPK-MB dopo la procedura erano più bassi nel gruppo ranolazina, indicando meno danno al cuore.
- Non sono stati segnalati eventi avversi in nessuno dei due gruppi, quindi il farmaco è risultato sicuro in questo contesto.
In conclusione
Assumere ranolazina per una settimana prima di un intervento cardiaco programmato può ridurre il danno al muscolo cardiaco durante la procedura. Questo trattamento è risultato sicuro e ha mostrato un effetto protettivo rispetto al placebo.