Che cosa sono le arterie collaterali e perché sono importanti
Le arterie collaterali sono piccoli vasi sanguigni che si sviluppano per fornire sangue ai tessuti quando le arterie principali sono ostruite o danneggiate. Questo aiuta a proteggere i tessuti dall'ischemia, cioè dalla mancanza di ossigeno causata da un ridotto flusso di sangue.
Il ruolo della frequenza cardiaca
La frequenza cardiaca (il numero di battiti del cuore al minuto) è collegata agli eventi che riguardano i vasi sanguigni nei pazienti con malattie arteriose. Ridurre la frequenza cardiaca può quindi avere effetti positivi sul sistema vascolare.
Come agisce l'ivabradina
- L'ivabradina è un farmaco che riduce la frequenza cardiaca bloccando specifici canali ionici chiamati canali If.
- Negli esperimenti su topi normali (wild-type), ivabradina ha ridotto la frequenza cardiaca dell'11%, mentre in topi con una particolare predisposizione a malattie arteriose (topi ApoE -/-) la riduzione è stata del 15%.
- Questo trattamento ha migliorato il rilassamento dei vasi sanguigni (relax endotelio-dipendente) nei topi ApoE -/-.
Miglioramento della perfusione sanguigna
La perfusione è il flusso di sangue che raggiunge i tessuti. L'ivabradina non ha cambiato la perfusione degli arti posteriori nei topi normali, ma ha aumentato significativamente la perfusione nei topi ApoE -/-, migliorandola del 40-60%.
Confronto con altri farmaci
Un altro farmaco, il metoprololo, che riduce la frequenza cardiaca del 13%, non ha mostrato miglioramenti nella funzione dei vasi sanguigni o nella perfusione nei topi ApoE -/-.
Effetti sull'ossido nitrico e l'infiammazione
- L'ivabradina ha aumentato l'attività di un enzima chiamato ossido nitrico sintasi endoteliale (eNOS), che aiuta a rilassare i vasi sanguigni e migliorare la circolazione.
- Quando è stato usato un inibitore specifico per bloccare questo enzima, gli effetti positivi dell'ivabradina sulla crescita delle arterie collaterali sono scomparsi.
- Il trattamento ha ridotto alcune sostanze infiammatorie nel sangue e nelle cellule circolanti, ma non ha modificato l'infiammazione nei tessuti degli arti posteriori.
- Inoltre, ivabradina ha ridotto l'espressione di alcune molecole che normalmente ostacolano la formazione di nuove arterie.
Effetti nei topi normali e in laboratorio
Nei topi normali, ivabradina non ha cambiato l'attività dell'enzima eNOS né la produzione di sostanze infiammatorie. Inoltre, in esperimenti su cellule umane in laboratorio, ivabradina non ha influenzato la produzione di citochine (molecole coinvolte nelle risposte immunitarie) né il comportamento elettrico delle cellule.
In conclusione
L'ivabradina può migliorare la crescita di nuove arterie collaterali e la circolazione sanguigna in condizioni di malattia arteriosa, soprattutto agendo sull'abbassamento della frequenza cardiaca e aumentando l'attività di enzimi che rilassano i vasi. Questi effetti non si osservano nei soggetti sani e sembrano legati a una riduzione di alcune sostanze infiammatorie e a un miglioramento della funzione dei vasi sanguigni.