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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/07/2012 Lettura: ~3 min

TAVI e MitraClip nello stesso paziente

Fonte
Dott. Nicola Buzzatti, Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, Divisione di Cardiochirurgia, Ospedale Universitario San Raffaele di Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andrea Guidotti Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1071 Sezione: 27

Introduzione

Questo testo racconta la storia di una donna anziana con problemi a due valvole del cuore. Grazie a tecniche moderne, è stato possibile trattare entrambe le valvulopatie senza ricorrere alla chirurgia tradizionale, migliorando la sua qualità di vita in modo sicuro ed efficace.

Il caso della paziente

Si tratta di una donna di 87 anni con problemi cardiaci noti da tempo, come la fibrillazione atriale cronica, una valvola aortica ristretta (stenosi) e una valvola mitrale che non si chiude bene (insufficienza mitralica grave). Oltre all'età avanzata, aveva una funzione renale leggermente ridotta, ma nessun'altra malattia importante.

Negli ultimi anni la paziente aveva avuto un peggioramento dei sintomi, come stanchezza e difficoltà a respirare, fino a dover limitare molto le sue attività quotidiane. Aveva anche avuto un ricovero per scompenso cardiaco e un esame del cuore (coronarografia) che mostrava problemi alle arterie coronarie.

Per la sua età e condizioni generali, non era possibile sottoporla a un intervento chirurgico tradizionale al cuore.

Valutazioni e diagnosi

All'ingresso in ospedale, un esame ecografico approfondito del cuore (ecocardiogramma transesofageo) ha confermato:

  • Insufficienza mitralica molto grave causata da un problema a una parte della valvola (prolasso/flail di P2-m1) con alterazioni dei tessuti e calcificazioni.
  • Stenosi aortica con ridotto flusso e pressione, ma con funzione di pompa del cuore ancora normale.
  • Insufficienza tricuspidalica grave (valvola tra atrio e ventricolo destro che perde).
  • Ingrandimento del ventricolo destro, ma con funzione conservata.

La paziente era in una condizione funzionale moderatamente grave (classe NYHA III) e assumeva una dose significativa di diuretici (furosemide).

Il trattamento

Poiché la stenosi aortica era il problema principale che poteva peggiorare anche l'insufficienza mitralica, si è deciso di trattare prima la valvola aortica con una procedura chiamata TAVI (impianto di valvola aortica tramite catetere, senza aprire il torace). La procedura è stata eseguita attraverso la femorale usando una protesi specifica e si è svolta senza complicazioni.

Dopo un mese, però, la paziente ha avuto bisogno di un pacemaker a causa di un problema di conduzione elettrica cardiaca.

Circa sei settimane dopo la TAVI, la paziente è stata rivalutata e risultava ancora sintomatica con insufficienza mitralica severa. Per questo motivo è stata sottoposta a un secondo trattamento per la valvola mitrale, chiamato MitraClip, che consiste nell'applicare una clip per ridurre la perdita di sangue dalla valvola.

La procedura ha avuto successo, migliorando immediatamente la pressione nel cuore e la funzione cardiaca, senza complicazioni.

Risultati e follow-up

Alla dimissione, l'insufficienza mitralica era diventata moderata e la pressione polmonare si era ridotta. Dopo sei mesi, la paziente non ha avuto problemi e riferisce un netto miglioramento:

  • Minor stanchezza e difficoltà respiratoria.
  • Migliore qualità di vita e capacità di camminare più a lungo.
  • Riduzione della dose di diuretici.

L'ecocardiogramma mostra una lieve insufficienza mitralica residua, una valvola aortica funzionante e una buona funzione del ventricolo sinistro.

Importanza del caso

Questo esempio mostra come le moderne tecniche percutanee possano trattare con sicurezza e efficacia pazienti anziani e complessi, che non possono affrontare la chirurgia tradizionale. Questi trattamenti possono migliorare la funzione cardiaca e la qualità della vita anche in presenza di più problemi valvolari.

In conclusione

La combinazione di TAVI e MitraClip ha permesso di trattare con successo due gravi problemi valvolari in una paziente anziana, migliorando significativamente i sintomi e la qualità della vita senza interventi chirurgici invasivi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andrea Guidotti

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