Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 92 pazienti con cardiopatia ischemica e tempeste aritmiche, cioè episodi ripetuti di aritmie ventricolari pericolose. I pazienti avevano un'età media di 62 anni e una funzione del cuore ridotta (frazione di eiezione media del 27%).
I due metodi di ablazione confrontati
- Ablazione circoscritta al substrato (gruppo 1, 49 pazienti): si limita l'intervento alla superficie interna del cuore (endocardio), applicando energia solo in alcune zone specifiche.
- Omogeneizzazione endo-epicardica della cicatrice (gruppo 2, 43 pazienti): si lavora sia sulla superficie interna che su quella esterna del cuore (epicardio), trattando in modo più esteso le aree cicatriziali con potenziali elettrici anomali.
In tutti i pazienti del secondo gruppo è stato possibile accedere alla parte esterna del cuore, e in circa un terzo di loro è stata eseguita ablazione anche su questa superficie.
Risultati principali
- Durante un periodo di controllo di circa 2 anni, il gruppo 2 ha mostrato una minore percentuale di recidive di aritmie (19%) rispetto al gruppo 1 (47%).
- Il numero di decessi durante il follow-up è stato molto basso e simile in entrambi i gruppi, e non legato a problemi cardiaci.
Cosa significa
La tecnica che tratta in modo più ampio e approfondito la cicatrice nel cuore, intervenendo sia sulla superficie interna che su quella esterna, sembra essere più efficace nel prevenire il ritorno delle aritmie pericolose nei pazienti con cardiopatia ischemica.
In conclusione
Questo studio mostra che un approccio di ablazione più completo, chiamato omogeneizzazione endo-epicardica della cicatrice, può aumentare significativamente il tempo senza ricomparsa delle aritmie ventricolari in persone con problemi cardiaci causati da ischemia.