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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/08/2012 Lettura: ~3 min

Trombosi di stent: cosa sapere

Fonte
Massimiliano Scappaticci, Az. Ospedaliera S.Camillo-Forlanini, UO Cardiologia Interventistica; Wijns W et al., Eur Heart J. 2010; Kolandaivelu K et al., Circulation. 2011; Palmerini T et al., Lancet. 2012.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Massimiliano Scappaticci Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1011 Sezione: 24

Introduzione

La trombosi di stent è un evento raro ma importante che può verificarsi dopo l'impianto di uno stent nel cuore. Questo testo spiega in modo chiaro e semplice cosa significa, come si manifesta e quali sono le attuali conoscenze per la sua prevenzione, aiutando a comprendere meglio questa condizione senza allarmismi.

Che cos'è la trombosi di stent?

La trombosi di stent è la formazione di un coagulo di sangue all'interno dello stent, un piccolo tubo metallico impiantato nelle arterie del cuore per mantenerle aperte. Questo coagulo può bloccare il flusso di sangue e causare problemi seri, anche a distanza di anni dall'impianto.

Perché si usa lo stent medicato (DES)?

Gli stent medicati (DES) rilasciano farmaci che aiutano a prevenire la chiusura dell'arteria. Nonostante la paura iniziale per il rischio di trombosi, i cardiologi li usano sempre più spesso perché sono più sicuri ed efficaci rispetto agli stent senza farmaco (BMS).

Le linee guida europee raccomandano l'uso dei DES nella maggior parte dei casi, riservando gli stent senza farmaco solo quando ci sono motivi particolari per non usare i DES.

Quanto è frequente la trombosi di stent?

La trombosi è un evento raro. Studi recenti mostrano che il rischio a 2 anni dall'impianto è circa dello 0,75%. La maggior parte degli episodi si verifica entro il primo mese (0,36%), un po' meno tra il primo e il dodicesimo mese (0,29%), e molto raramente dopo un anno (0,11%).

Qual è il ruolo della terapia antiaggregante?

Dopo l'impianto di uno stent medicato, i pazienti assumono una doppia terapia antiaggregante (DAPT), cioè due farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli. Di solito questa terapia dura 12 mesi, ma in alcuni casi può essere più breve, anche solo 3-6 mesi, soprattutto con stent di ultima generazione.

La ricerca mostra che la maggior parte degli episodi di trombosi avviene mentre i pazienti sono ancora sotto terapia, ma l'interruzione precoce della DAPT (entro i primi 3 mesi) aumenta il rischio di trombosi.

Quali sono le evidenze più recenti?

  • Gli stent in cromo-cobalto che rilasciano everolimus (CoCr-EES) hanno un rischio di trombosi più basso rispetto ad altri tipi di stent medicati e agli stent senza farmaco.
  • La sospensione della doppia terapia antiaggregante entro il primo mese o tra 1 e 3 mesi dall'impianto è associata a un aumento significativo del rischio di trombosi.
  • La trombosi è un evento raro, ma richiede attenzione soprattutto nei primi 30 giorni dopo l'impianto.

Limiti delle conoscenze attuali

Gli studi finora disponibili presentano alcune limitazioni, come l'analisi dei dati dopo la raccolta e la mancanza di considerazione di alcune caratteristiche cliniche dei pazienti. Per questo sono necessari studi più ampi e controllati per definire con precisione la durata ottimale della terapia antiaggregante.

In conclusione

La trombosi di stent è un evento raro ma importante che può verificarsi soprattutto nei primi mesi dopo l'impianto. Gli stent medicati sono oggi considerati più sicuri e efficaci rispetto agli stent senza farmaco. La terapia con due farmaci antiaggreganti è fondamentale per ridurre il rischio di trombosi, soprattutto nei primi 3-6 mesi. Tuttavia, la durata esatta di questa terapia può variare e deve essere valutata con attenzione dal medico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Massimiliano Scappaticci

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