Che cosa è stato studiato
Si è voluto capire se il sevoflurano, un anestetico gassoso, potesse ridurre meglio rispetto al propofol, un anestetico liquido, il rischio di ischemia miocardica durante interventi chirurgici importanti che non riguardano direttamente il cuore.
Come è stato condotto lo studio
- 385 pazienti con rischio di problemi cardiaci sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto sevoflurano, l'altro propofol.
- Durante e dopo l'intervento, è stato monitorato il cuore con un elettrocardiogramma (ECG) continuo per 48 ore.
- Sono stati misurati nel sangue due marcatori importanti: la troponina T (che indica danno al cuore) e il NT-proBNP (che segnala stress cardiaco) nei primi due giorni dopo l'operazione.
- È stato valutato anche il possibile disorientamento dopo l'intervento, usando un test specifico.
- I pazienti sono stati seguiti per 6 e 12 mesi per controllare eventuali problemi cardiaci gravi.
Risultati principali
- La ischemia miocardica si è verificata in circa il 40% dei pazienti in entrambi i gruppi, senza differenze significative.
- I livelli di NT-proBNP dopo l'intervento erano simili nei due gruppi.
- Entro un anno, il numero di pazienti con eventi cardiaci gravi era molto simile tra chi aveva ricevuto sevoflurano e chi propofol.
- La frequenza di disorientamento dopo l'operazione non differiva tra i due gruppi.
Significato dei risultati
Lo studio ha mostrato che, in questo contesto, il sevoflurano non offre un vantaggio rispetto al propofol nel ridurre il rischio di problemi cardiaci durante e dopo la chirurgia non cardiaca.
In conclusione
Il sevoflurano e il propofol hanno mostrato risultati simili nel proteggere il cuore durante interventi chirurgici importanti non legati al cuore. Non ci sono state differenze nei danni al cuore, negli eventi cardiaci gravi nel tempo o nel disorientamento dopo l'operazione.