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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/12/2012 Lettura: ~2 min

Fattori di rischio prima dell'intervento per impianto di pacemaker permanente dopo TAVI

Fonte
Europace (2012) 14 (12): 1759-1763.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Alcune persone che ricevono un intervento chiamato TAVI, per sostituire una valvola del cuore, possono aver bisogno di un pacemaker permanente dopo l'operazione. È importante conoscere quali caratteristiche possono aumentare questo rischio, così da prepararsi al meglio. Qui spieghiamo in modo semplice quali sono questi fattori di rischio prima dell'intervento.

Che cos'è il TAVI e il pacemaker permanente

Il TAVI è un intervento che permette di sostituire una valvola del cuore senza aprire il torace, usando un tubo sottile che passa attraverso l'arteria della gamba. A volte, dopo questo intervento, può essere necessario impiantare un pacemaker permanente, un piccolo dispositivo che aiuta il cuore a battere regolarmente.

Quali sono i fattori di rischio prima dell'intervento

Uno studio condotto su 88 pazienti con età media di circa 80 anni ha identificato alcuni elementi che aumentano la probabilità di dover mettere un pacemaker dopo il TAVI. Questi fattori sono:

  • Età superiore a 75 anni: le persone più anziane hanno un rischio più alto.
  • Fibrillazione atriale cronica: un tipo di aritmia cardiaca presente prima dell'intervento.
  • Frequenza cardiaca bassa prima dell'operazione: meno di 65 battiti al minuto.
  • Protesi di dimensioni grandi o sovradimensionate: la valvola artificiale usata è più grande del normale.

Altri dati importanti

Inoltre, è stato osservato che una frequenza cardiaca bassa anche il primo giorno dopo l'intervento può indicare un rischio maggiore di dover impiantare un pacemaker. Alcuni pazienti presentavano già prima dell'intervento problemi nella conduzione degli impulsi elettrici del cuore, come blocchi atrioventricolari o blocchi di branca, che possono influenzare il rischio.

In conclusione

Alcune caratteristiche del paziente e della protesi usata nell'intervento TAVI possono aumentare la probabilità di dover impiantare un pacemaker permanente. Tra queste, l'età avanzata, alcune aritmie già presenti, una frequenza cardiaca bassa e l'uso di protesi di grandi dimensioni sono i fattori principali da considerare.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi

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