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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/01/2013 Lettura: ~2 min

Studio BCIS-1: risultati a lungo termine sulla mortalità durante l’intervento coronarico con supporto del contropulsatore aortico

Fonte
Circulation 2013; 127: 207-212.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Ilaria Ferrari Aggiornato il 06/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha valutato l’effetto a lungo termine dell’uso del contropulsatore aortico, un dispositivo di supporto cardiaco, durante un intervento per aprire le arterie coronarie in pazienti ad alto rischio. I risultati aiutano a capire se questo strumento può migliorare la sopravvivenza nel tempo.

Che cos’è il contropulsatore aortico e quando si usa

Il contropulsatore aortico (IABP) è un dispositivo che aiuta il cuore a pompare il sangue più efficacemente durante interventi sulle arterie coronarie, in particolare nei pazienti con un cuore molto debole.

Lo studio BCIS-1

Lo studio ha coinvolto 301 pazienti con una grave riduzione della capacità di pompare il sangue (frazione di eiezione inferiore al 30%) e malattie coronariche importanti. Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • 151 pazienti hanno ricevuto l’intervento con l’uso programmato del contropulsatore aortico (IABP).
  • 150 pazienti hanno ricevuto l’intervento senza l’uso programmato del contropulsatore.

I due gruppi erano simili all’inizio dello studio per quanto riguarda la gravità della malattia e le caratteristiche del cuore.

Risultati a lungo termine

I ricercatori hanno seguito i pazienti per una media di circa 4 anni (51 mesi) usando registri ufficiali di mortalità.

  • Durante questo periodo, il 33% dei pazienti è deceduto per qualsiasi causa.
  • Il gruppo che ha ricevuto il supporto con il contropulsatore ha avuto un numero significativamente minore di decessi (42 persone) rispetto al gruppo senza contropulsatore (58 persone).
  • Questo risultato suggerisce che l’uso del contropulsatore aortico può ridurre il rischio di morte a lungo termine in questi pazienti ad alto rischio.

In conclusione

Lo studio BCIS-1 mostra che, in pazienti con grave malattia coronarica e funzione cardiaca molto ridotta, l’uso programmato del contropulsatore aortico durante l’intervento per aprire le arterie può migliorare la sopravvivenza a lungo termine. Questi dati aiutano a chiarire il ruolo di questo dispositivo in situazioni ad alto rischio.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Ilaria Ferrari

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