Che cos’è l’aspirina e il suo ruolo dopo l’impianto di ICD
L’aspirina è un farmaco noto per le sue proprietà anti-infiammatorie e anti-aggreganti (cioè aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue). Dopo l’impianto di un ICD (un dispositivo elettronico impiantato nel cuore per controllare il ritmo cardiaco), alcune persone possono sviluppare infezioni che coinvolgono i cateteri o le valvole del cuore.
Lo studio e i suoi risultati principali
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di 415 pazienti con infezione di ICD, raccolti tra il 1991 e il 2008. Di questi, 392 avevano informazioni sull’uso dell’aspirina e 178 assumevano aspirina prima che comparissero i sintomi dell’infezione.
Effetti dell’aspirina sulle manifestazioni dell’infezione
- I pazienti che assumevano aspirina avevano meno probabilità di avere brividi (25% contro 35%), sudorazione (9% contro 18%) e un aumento dei globuli bianchi nel sangue (33% contro 46%), che sono segnali di infezione.
- Tra i 392 pazienti, 82 (21%) avevano una diagnosi di endocardite infettiva (infezione delle valvole o dei cateteri cardiaci). In questo gruppo, chi assumeva aspirina aveva meno probabilità di avere vegetazioni (accumuli di materiale infetto) sui cateteri o sulle valvole (15% contro 26%).
Impatto sulla sopravvivenza
Nonostante questi benefici, non è stata trovata alcuna differenza significativa nella sopravvivenza complessiva tra chi assumeva aspirina e chi no.
In conclusione
L’uso dell’aspirina prima della comparsa di infezioni nei dispositivi cardiaci impiantabili può ridurre alcuni segni e sintomi di infezione e la formazione di materiale infetto sui cateteri o sulle valvole. Tuttavia, non sembra influenzare la sopravvivenza generale dei pazienti. Questi risultati aiutano a comprendere meglio il ruolo dell’aspirina in questo contesto, ma non sostituiscono le cure mediche specifiche.