Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori dell'Università di Washington ha analizzato un grande numero di pazienti con ICD impiantati tra il 2006 e il 2009. Hanno voluto capire quanto spesso si verificano infezioni legate a questi dispositivi e quali sono i fattori che aumentano questo rischio.
Risultati principali
- Su oltre 200.000 impianti, circa l'1,7% dei pazienti ha sviluppato un'infezione entro 6 mesi dall'intervento.
- Il rischio di infezione varia a seconda del tipo di ICD: 1,4% per ICD con un solo catetere, 1,5% per ICD con due cateteri, e 2,0% per ICD biventricolari (che stimolano entrambi i ventricoli del cuore).
- La sostituzione del generatore (la parte che produce lo stimolo elettrico) ha un rischio di infezione leggermente più alto rispetto all'impianto iniziale (1,9% contro 1,6%).
Fattori che aumentano il rischio di infezione
Alcune situazioni e condizioni mediche sono state associate a un rischio più alto di infezione dell’ICD:
- Complicazioni durante l'impianto che richiedono un nuovo intervento chirurgico (reintervento).
- Interventi chirurgici precedenti sulla valvola cardiaca.
- Sostituzione o aggiornamento del dispositivo a causa di malfunzionamenti o necessità di miglioramenti.
- Insufficienza renale grave che richiede dialisi.
- Malattie polmonari croniche.
- Problemi cerebrovascolari, cioè condizioni che colpiscono i vasi sanguigni del cervello.
- Assunzione di farmaci anticoagulanti come il warfarin.
In conclusione
Le infezioni degli ICD sono più frequenti in presenza di complicazioni chirurgiche, interventi cardiaci precedenti, sostituzioni del dispositivo e in pazienti con altre malattie importanti. Conoscere questi fattori aiuta a capire meglio chi può essere più a rischio e a migliorare la gestione di questi dispositivi.