Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di 415 pazienti che avevano infezioni legate a dispositivi cardiaci impiantabili, come pacemaker o defibrillatori. Questi dispositivi sono impiantati nel cuore per aiutare a regolare il battito cardiaco.
Tra questi pazienti, 178 avevano assunto aspirina prima che si manifestasse l’infezione.
Risultati principali
- I pazienti che assumevano aspirina avevano meno probabilità di sviluppare vegetazioni. Le vegetazioni sono accumuli di batteri e cellule infiammatorie che si formano sugli elettrocateteri (fili del dispositivo) o sulle valvole cardiache.
- Questi pazienti mostravano anche meno sintomi sistemici dell’infezione, come brividi, sudorazione e aumento dei globuli bianchi nel sangue, che indicano un’infiammazione o infezione attiva.
- Non c’erano differenze significative nel tipo di batteri che causavano l’infezione tra chi aveva preso aspirina e chi no.
- Nonostante la minore formazione di vegetazioni, la sopravvivenza generale dei pazienti non differiva tra chi aveva assunto aspirina e chi no.
Cosa significa tutto questo
L’aspirina, presa prima che si manifesti un’infezione legata a dispositivi cardiaci impiantabili, sembra aiutare a ridurre la formazione di vegetazioni e a diminuire alcuni sintomi dell’infezione. Tuttavia, non sembra influenzare la sopravvivenza complessiva dei pazienti.
In conclusione
La terapia con aspirina prima dell’insorgenza di infezioni nei dispositivi cardiaci impiantabili è associata a una minore probabilità di formazione di vegetazioni sugli elettrocateteri o sulle valvole cardiache e a una riduzione dei sintomi sistemici dell’infezione. Questi risultati sono importanti per capire meglio come prevenire complicazioni legate a questi dispositivi.