CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 18/02/2013 Lettura: ~2 min

Rianimazione cardio-polmonare extraospedaliera: massaggio cardiaco con o senza insufflazioni?

Fonte
Circulation 2013 Jan 29; 127(4): 435-41.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Massimiliano Scappaticci Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1047 Sezione: 24

Introduzione

Quando una persona ha un arresto cardiaco fuori dall'ospedale, intervenire subito con la rianimazione cardio-polmonare (RCP) può aumentare molto le sue possibilità di sopravvivenza. Esistono due modi principali per fare la RCP: con il massaggio cardiaco associato alle insufflazioni (soffi d'aria) oppure solo con il massaggio cardiaco. Qui spieghiamo cosa dicono gli studi sulla differenza tra questi due metodi.

Che cosa significa rianimazione cardio-polmonare (RCP)?

La RCP è una procedura d'emergenza che si usa quando il cuore smette di battere correttamente. Consiste nel massaggio cardiaco, cioè premere sul petto per aiutare il cuore a pompare il sangue, e spesso anche nelle insufflazioni, cioè soffi d'aria per aiutare a respirare.

Perché è importante intervenire subito?

Se qualcuno ha un arresto cardiaco fuori dall'ospedale, chi è presente può fare la RCP per aumentare le possibilità di sopravvivenza, anche fino al doppio. Tuttavia, in più della metà dei casi, questo non succede abbastanza rapidamente o efficacemente.

Qual è il metodo migliore: massaggio con o senza insufflazioni?

Le linee guida tradizionali suggeriscono di fare sia il massaggio cardiaco sia le insufflazioni. Ma alcuni studi recenti hanno valutato se fare solo il massaggio cardiaco possa essere più efficace, soprattutto per arresti cardiaci causati da problemi al cuore.

Una grande analisi che ha raccolto dati da quasi 2.500 pazienti ha confrontato questi due metodi. I risultati mostrano che fare solo il massaggio cardiaco è associato a un rischio di morte leggermente più basso nel tempo, rispetto a fare anche le insufflazioni.

In particolare, la sopravvivenza a 5 anni dopo l'arresto cardiaco è stata del 9,4% in generale, e chi aveva ricevuto solo il massaggio cardiaco aveva una probabilità di sopravvivere maggiore anche negli anni successivi.

Cosa significa per chi soccorre?

Questi risultati suggeriscono che, quando il personale del pronto intervento consiglia ai soccorritori di fare solo il massaggio cardiaco, questo può portare a un miglior risultato per le persone colpite da arresto cardiaco.

In conclusione

La rianimazione cardio-polmonare fatta solo con il massaggio cardiaco, senza insufflazioni, può aumentare le possibilità di sopravvivenza dopo un arresto cardiaco fuori dall'ospedale. Questo vantaggio si vede presto e dura anche negli anni successivi. Per questo motivo, in alcune situazioni, è preferibile seguire questo metodo semplice e rapido, soprattutto quando viene indicato dal personale del pronto intervento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Massimiliano Scappaticci

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA