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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/04/2013 Lettura: ~2 min

Bypass coronarico o PCI nei pazienti con malattia coronarica complessa: risultati a 5 anni dello studio SYNTAX

Fonte
The Lancet, Volume 381, Issue 9867, Pages 629 - 638, 23 February 2013 doi:10.1016/S0140-6736(13)60141-5.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Annalisa Mongiardo Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1047 Sezione: 24

Introduzione

Questo studio confronta due trattamenti per pazienti con problemi seri alle arterie del cuore: il bypass coronarico e la PCI (un intervento meno invasivo con stent). I risultati a 5 anni aiutano a capire quale opzione può essere più efficace in base alla complessità della malattia.

Che cosa è stato studiato

Lo studio SYNTAX ha coinvolto 1.800 pazienti con malattia coronarica che interessava tre arterie principali o la coronaria sinistra. Questi pazienti sono stati seguiti per 5 anni per confrontare due trattamenti:

  • Bypass coronarico: un intervento chirurgico che crea un nuovo percorso per il sangue intorno alle arterie bloccate.
  • PCI (intervento coronarico percutaneo): un metodo meno invasivo che usa uno stent per aprire le arterie ostruite.

Come è stato condotto lo studio

In 85 centri tra Stati Uniti ed Europa, ogni paziente è stato valutato sia da un chirurgo cardiaco sia da un cardiologo interventista per decidere se poteva ricevere entrambi i trattamenti. I pazienti idonei sono stati assegnati casualmente a uno dei due trattamenti. Chi poteva ricevere solo uno dei due è stato inserito in registri separati.

Risultati principali a 5 anni

  • Eventi avversi maggiori e cerebrovascolari (MACCE): sono stati meno frequenti nel gruppo bypass (26,9%) rispetto al gruppo PCI (37,3%).
  • Infarto del miocardio: si è verificato nel 3,8% dei pazienti con bypass e nel 9,7% di quelli con PCI.
  • Necessità di nuovi interventi: più bassa nel gruppo bypass (13,7%) rispetto al gruppo PCI (25,9%).
  • Mortalità per tutte le cause: simile tra i due gruppi, 11,4% nel bypass e 13,9% nella PCI, senza differenze significative.
  • Stroke (ictus): leggermente più frequente nel gruppo bypass (3,7%) rispetto al gruppo PCI (2,4%), ma senza differenze significative.

Importanza della complessità della malattia

La gravità delle lesioni è stata valutata con un punteggio chiamato SYNTAX score:

  • Nei pazienti con punteggio basso, non c’erano differenze significative tra bypass e PCI.
  • Nei pazienti con punteggio intermedio o alto, il bypass ha mostrato risultati migliori con meno eventi avversi.

Qual è il significato per i pazienti

  • Il bypass coronarico è considerato il trattamento di riferimento per chi ha lesioni complesse (punteggio SYNTAX intermedio o alto).
  • La PCI può essere una valida alternativa per chi ha lesioni meno complesse o specifiche condizioni come l’occlusione della coronaria sinistra con punteggio basso o intermedio.
  • È importante che ogni paziente con malattia delle arterie multiple venga valutato sia da un chirurgo cardiaco che da un cardiologo interventista per scegliere insieme il trattamento più adatto.

In conclusione

Lo studio SYNTAX a 5 anni mostra che il bypass coronarico offre migliori risultati nei pazienti con malattia coronarica complessa. Per casi meno gravi, la PCI rimane un’opzione accettabile. La scelta del trattamento deve sempre essere personalizzata e condivisa tra specialisti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Annalisa Mongiardo

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