Che cos'è lo studio JUPITER?
Lo studio JUPITER ha valutato l'uso delle statine, farmaci che aiutano a ridurre il colesterolo, per prevenire problemi al cuore in persone che non avevano ancora malattie evidenti. Per decidere chi potrebbe beneficiare di questo trattamento, lo studio ha usato due criteri principali:
- Colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") inferiore a 3,4 mmol/L;
- Proteina C-reattiva (un indicatore di infiammazione nel corpo) pari o superiore a 2 mg/L.
Come è stato valutato questo in una popolazione reale?
Nel progetto EPIC-Norfolk, sono stati seguiti 25.639 adulti europei tra i 45 e i 79 anni per circa 11 anni. Di questi, 8.397 avevano dati completi e potevano essere considerati per la prevenzione primaria, cioè per evitare che sviluppassero malattie cardiache.
Tra queste persone, il 10,1% (846 individui) soddisfaceva i criteri di JUPITER.
Quali sono stati i risultati principali?
- Le persone che soddisfacevano i criteri JUPITER avevano un rischio di eventi cardiaci del 14,6% ogni 10 anni, mentre chi non li soddisfaceva aveva un rischio del 7,0%.
- Il rischio di malattia coronarica era quindi circa 1,7 volte più alto in chi rispettava i criteri JUPITER.
- Interessante notare che chi aveva colesterolo LDL più basso ma proteina C-reattiva alta aveva un rischio maggiore rispetto a chi aveva colesterolo più alto ma proteina C-reattiva bassa.
- Tra le persone che non erano state trattate con statine secondo altri sistemi di valutazione del rischio (SCORE e ATP III), circa il 18% avrebbe potuto essere identificato come a rischio usando i criteri JUPITER.
In conclusione
Lo studio ha mostrato che i criteri di JUPITER possono aiutare a identificare persone con un rischio più alto di malattie cardiache, anche quando il colesterolo LDL non è elevato. Questo può essere utile per decidere chi potrebbe beneficiare di misure preventive.