Che cosa è stato studiato
Lo studio WAR-stent ha seguito 411 pazienti che assumevano warfarin e sono stati sottoposti a un intervento per mettere uno stent coronarico in 37 centri italiani. L'obiettivo era valutare come venivano gestiti questi pazienti in ospedale e quali eventi avversi si verificavano durante il ricovero.
Come sono stati seguiti i pazienti
- Il 92% dei pazienti aveva un rischio moderato o alto di problemi legati a coaguli di sangue.
- Per l'intervento, nel 61% dei casi è stato utilizzato l'accesso radiale (attraverso l'arteria del polso).
- Il 60% ha ricevuto uno stent metallico tradizionale, mentre gli stent medicati (che rilasciano farmaci per prevenire la chiusura) sono stati usati soprattutto nei pazienti con diabete.
Eventi avversi durante il ricovero
- Gli eventi cardiovascolari maggiori (come infarto, ictus o morte per problemi cardiaci) si sono verificati nel 2,7% dei pazienti.
- I sanguinamenti maggiori si sono verificati nel 2,1% dei casi.
La terapia prescritta alla dimissione
Alla fine del ricovero, il 76% dei pazienti ha ricevuto una triplice terapia, cioè warfarin insieme a due farmaci antiaggreganti (aspirina e clopidogrel). Questa combinazione è stata più spesso prescritta a chi aveva un rischio più alto di coaguli.
Conclusioni dello studio
In pratica, i pazienti che assumono warfarin e ricevono uno stent coronarico sono gestiti in ospedale seguendo le raccomandazioni attuali. Questo porta a un rischio contenuto e accettabile di eventi gravi e sanguinamenti durante il ricovero.
In conclusione
Lo studio mostra che la gestione ospedaliera dei pazienti in warfarin sottoposti a impianto di stent coronarico è generalmente adeguata e sicura. Gli eventi gravi e i sanguinamenti durante il ricovero sono rari, confermando l'efficacia delle attuali strategie di cura.