Che cos'è la fibrillazione atriale e come viene classificata
La fibrillazione atriale (FA) è un'aritmia, cioè un battito cardiaco irregolare. Le nuove linee guida AIAC del 2013 hanno aggiornato la classificazione della FA in due tipi principali:
- FA parossistica: episodi che si risolvono da soli entro 48 ore o che vengono interrotti con un trattamento entro questo periodo.
- FA persistente: episodi che durano più di 48 ore e fino a un anno, o che vengono interrotti con trattamento dopo questo tempo.
Questa nuova definizione elimina il limite precedente di 7 giorni, ritenuto poco utile, e pone l'attenzione sulle prime 48 ore, un periodo importante per decidere il trattamento anticoagulante necessario per evitare complicazioni.
Trattamenti principali e novità
Le linee guida aggiornate evidenziano due aspetti fondamentali nel trattamento della FA:
- Ablazione transcatetere: una procedura che mira a isolare elettricamente le vene polmonari per interrompere l'aritmia. È particolarmente indicata per pazienti giovani, con cuore sano o con lieve danno, e con FA parossistica o persistente che causa sintomi e non risponde ai farmaci.
- Terapia antitrombotica: l'uso di farmaci anticoagulanti per prevenire la formazione di coaguli e ridurre il rischio di ictus.
Ablazione transcatetere
Questa procedura si esegue isolando le vene polmonari con un catetere speciale. Un'importante novità è che può essere fatta mantenendo la terapia anticoagulante con warfarin, evitando così l'uso di altri farmaci temporanei e riducendo il rischio di complicazioni minori. Tuttavia, questa procedura deve essere eseguita in centri esperti, preparati a gestire eventuali emergenze.
Per ora, non ci sono abbastanza dati per raccomandare l'ablazione durante la terapia con i nuovi anticoagulanti orali (NACO) come dabigatran.
Terapia antitrombotica e valutazione del rischio
Per decidere chi deve ricevere la terapia anticoagulante, le linee guida usano un sistema chiamato CHA2DS2VASc, che valuta il rischio di ictus considerando diversi fattori (età, pressione alta, diabete, ecc.).
- Chi ha un punteggio di 0 (basso rischio) non necessita di terapia anticoagulante.
- Chi ha un punteggio di 2 o più deve ricevere la terapia anticoagulante.
- Per chi ha un punteggio di 1, la decisione va valutata caso per caso, bilanciando il rischio di sanguinamento.
Per valutare il rischio di sanguinamento si usa un altro punteggio chiamato HAS-BLED. Un punteggio alto non esclude la terapia anticoagulante, ma richiede un controllo più attento e la correzione di fattori che possono aumentare il rischio di emorragie.
I nuovi anticoagulanti orali (NACO)
I NACO (come dabigatran, rivaroxaban e apixaban) sono farmaci che non richiedono il monitoraggio continuo del sangue come il warfarin. Hanno dimostrato di essere sicuri ed efficaci, con un minor rischio di sanguinamenti cerebrali. Sono particolarmente consigliati quando è difficile controllare il warfarin o in presenza di alcune condizioni cliniche.
Chiusura dell’auricola sinistra
In alcuni pazienti con alto rischio di coaguli e che non possono assumere anticoagulanti a lungo termine, è possibile chiudere una piccola parte del cuore chiamata auricola sinistra, dove si formano spesso i coaguli nella FA.
Due dispositivi utilizzati sono il Watchman e l'Amplatzer Cardiac Plug. Il Watchman è stato studiato in modo approfondito e si è dimostrato efficace, anche se inizialmente associato a un rischio di complicazioni che è diminuito con l’esperienza. L'Amplatzer è ancora in fase di studio.
Al momento, l'uso di questi dispositivi è consigliato solo in pazienti con alto rischio di ictus che non possono assumere anticoagulanti.
In conclusione
Le nuove linee guida AIAC del 2013 migliorano la comprensione e la gestione della fibrillazione atriale, offrendo indicazioni più precise sulla classificazione, sui trattamenti efficaci come l’ablazione e la terapia anticoagulante, e introducendo l’uso dei nuovi farmaci e dispositivi per chi non può assumere anticoagulanti. Questi aggiornamenti aiutano a personalizzare le cure e a ridurre i rischi associati alla fibrillazione atriale.