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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/06/2013 Lettura: ~2 min

Impianto di defibrillatore impiantabile (ICD) nella displasia aritmogena del ventricolo destro (ARVD) in presenza di sincope

Fonte
Circulation 2013 Sep 21;122(12):1144-52.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La displasia aritmogena del ventricolo destro (ARVD) è una condizione che può causare problemi al ritmo cardiaco. In alcuni casi, un dispositivo chiamato defibrillatore impiantabile (ICD) può aiutare a prevenire eventi gravi. Questo testo spiega quando è importante considerare l'impianto di un ICD, soprattutto in presenza di episodi di svenimento (sincope).

Che cos'è l'ARVD e l'ICD

ARVD è una malattia del cuore che interessa il ventricolo destro, una delle camere cardiache. Può causare aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari e pericolosi.

L'ICD è un piccolo dispositivo impiantato nel corpo che monitora il cuore e, se necessario, invia una scarica elettrica per correggere aritmie pericolose come la fibrillazione ventricolare o la tachicardia ventricolare sostenuta.

Quando è indicato l'impianto di ICD nell'ARVD

Uno studio su 106 pazienti con ARVD ha mostrato che:

  • Un quarto dei pazienti senza episodi precedenti di tachicardia ventricolare sostenuta o fibrillazione ventricolare ha comunque ricevuto interventi salvavita dall'ICD.
  • La presenza di sincope (svenimenti) è un segnale importante che indica un rischio più alto di aritmie pericolose e quindi è un motivo valido per considerare l'impianto di un ICD.
  • Al contrario, nei pazienti che non hanno sintomi (asintomatici), l'impianto preventivo di ICD potrebbe non essere necessario a causa del basso rischio di aritmie gravi.

Ruolo degli esami e fattori di rischio

Lo studio ha anche valutato l'uso di uno specifico test chiamato stimolazione ventricolare programmata, che cerca di provocare aritmie per capire il rischio. Questo test ha mostrato:

  • Basso valore nel prevedere chi avrà bisogno di un intervento dall'ICD (basso valore predittivo positivo).
  • Buona capacità di escludere chi non rischia aritmie gravi (buon valore predittivo negativo).

Inoltre, nessuno dei pazienti senza sintomi ma con una storia familiare di morte improvvisa ha ricevuto un intervento dall'ICD durante il periodo di osservazione.

Possibili complicazioni

Durante il follow-up, alcuni pazienti hanno ricevuto interventi dall'ICD che si sono rivelati non necessari (interventi inappropriati) e alcuni hanno avuto complicazioni legate al dispositivo.

In conclusione

La presenza di svenimenti in pazienti con ARVD è un importante segnale che può indicare la necessità di impiantare un defibrillatore per prevenire eventi gravi. Nei pazienti senza sintomi, invece, l'impianto preventivo potrebbe non essere necessario. Gli esami utilizzati per valutare il rischio hanno limiti e devono essere interpretati con attenzione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi

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