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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/06/2013 Lettura: ~2 min

La presenza di onda epsilon all’ECG e la progressione della malattia in pazienti con ARVD

Fonte
PACE 2009; 32:59-63.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice il significato dell’onda epsilon nell’elettrocardiogramma (ECG) e il suo legame con l’evoluzione di una malattia cardiaca chiamata displasia aritmogena del ventricolo destro (ARVD). È importante conoscere queste informazioni per capire meglio come si valuta questa condizione.

Che cos'è l'onda epsilon e l'ARVD

L’onda epsilon è un particolare segnale che si può vedere nell’elettrocardiogramma (ECG), un esame che registra l’attività elettrica del cuore. Questa onda è uno dei criteri principali usati per diagnosticare una malattia chiamata displasia aritmogena del ventricolo destro (ARVD), che colpisce la parte destra del cuore e può causare problemi al ritmo cardiaco.

Lo studio e i suoi obiettivi

Un gruppo di medici, guidato dal dottor Shulin Wu, ha studiato 49 persone con ARVD provenienti dalla Cina meridionale. L’obiettivo era capire se la presenza dell’onda epsilon fosse collegata a segni di peggioramento della malattia.

Cosa è stato analizzato

  • Parametri dell’elettrocardiogramma, inclusa la presenza dell’onda epsilon.
  • Registrazioni con Holter ECG, che monitorano il cuore per un periodo più lungo.
  • La media del segnale ECG, un modo per valutare la qualità e la forza del segnale elettrico del cuore.
  • Esami ecocardiografici, che usano gli ultrasuoni per vedere la struttura e il funzionamento del cuore.

Risultati principali

  • I pazienti con ARVD che avevano l’onda epsilon mostravano un coinvolgimento più diffuso del ventricolo destro, cioè una parte più ampia del cuore era interessata dalla malattia.
  • Questi pazienti avevano anche un’inversione dell’onda T nell’ECG, un altro segno di alterazioni nel cuore.
  • La media del segnale ECG era più alta in chi presentava l’onda epsilon.
  • L’onda epsilon era più comune tra i pazienti che avevano la malattia (65%) rispetto ai loro familiari (22%).
  • La rilevazione dell’onda epsilon era più frequente usando specifiche derivazioni chiamate di Fontaine (57%) rispetto alle derivazioni ECG standard (37%).

In conclusione

La presenza dell’onda epsilon all’ECG è collegata a segni di maggiore coinvolgimento e progressione della malattia ARVD. Questo segnale può aiutare i medici a capire meglio lo stato della malattia nei pazienti e a monitorarne l’evoluzione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi

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