Che cosa è stato studiato
Lo studio ha confrontato due tecniche per riaprire l'arteria poplitea quando è ristretta a causa di una malattia arteriosa periferica:
- Stent al nitinol: un piccolo tubicino metallico che viene inserito nell'arteria per mantenerla aperta.
- Angioplastica con palloncino: un piccolo palloncino che viene gonfiato all'interno dell'arteria per allargarla.
Lo studio ha incluso 246 pazienti con una nuova lesione nell'arteria poplitea e sintomi moderati o gravi (classificati da 2 a 5 secondo la scala Rutherford-Becker).
Cosa è stato misurato
Il risultato principale valutato era la pervietà dell'arteria a un anno, cioè quanto l'arteria restasse aperta senza restringimenti significativi (meno del 50% di restringimento), misurata con un esame ecografico.
Altri risultati secondari erano:
- La necessità di ripetere il trattamento sulla stessa lesione.
- I cambiamenti nella gravità dei sintomi secondo la scala Rutherford-Becker.
Risultati principali
- La lunghezza media della lesione era di circa 42 millimetri.
- Dopo un anno, il 67,4% dei pazienti trattati con lo stent aveva l'arteria ancora ben aperta, contro il 44,9% di quelli trattati con il palloncino.
- Il bisogno di ripetere il trattamento era molto più basso nel gruppo stent (14,7%) rispetto al gruppo palloncino (44,1%).
- Entrambi i gruppi hanno mostrato un miglioramento simile nei sintomi: circa il 73-77% dei pazienti ha avuto un miglioramento di almeno una classe nella scala Rutherford-Becker.
In conclusione
Lo studio ha mostrato che, per il trattamento del restringimento dell'arteria poplitea, l'uso dello stent al nitinol mantiene l'arteria più aperta dopo un anno rispetto all'angioplastica con palloncino. Tuttavia, entrambi i metodi migliorano in modo simile i sintomi dei pazienti.