Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 4.269 pazienti con sintomi come dolore al petto o difficoltà a respirare, ma senza diagnosi nota di malattia coronarica. Tutti hanno fatto un esame chiamato imaging di perfusione miocardica (MPI), che valuta come il sangue arriva al cuore, e i risultati erano normali.
La media di età era di 58 anni, con una leggera maggioranza di donne (56%). La maggior parte aveva una probabilità intermedia di avere malattia coronarica prima del test.
Il parametro della pressione del polso di riserva
È stato misurato un valore chiamato pressione del polso di riserva (PP-di riserva), che si calcola sottraendo la pressione del polso a riposo da quella sotto sforzo. La pressione del polso è la differenza tra la pressione massima e minima nelle arterie.
Un aumento inferiore a 44 mmHg durante lo sforzo è considerato anormale.
Risultati principali
- Il 44% dei pazienti aveva una PP-di riserva anormale.
- Questi pazienti avevano un rischio di morte più alto, con una probabilità circa 2,5 volte maggiore rispetto a chi aveva una PP-di riserva normale.
- Per ogni diminuzione di 10 mmHg nella PP-di riserva, il rischio di morte aumentava del 20,6%, anche considerando altri fattori come età, sesso, funzione del cuore, farmaci e altri test.
- L’aggiunta della PP-di riserva ai modelli di valutazione del rischio ha migliorato significativamente la capacità di prevedere chi potrebbe avere un esito peggiore.
Perché è importante
Questo parametro semplice e non invasivo può aiutare i medici a identificare meglio i pazienti a rischio, anche quando gli esami tradizionali del cuore non mostrano problemi evidenti.
In conclusione
La pressione del polso di riserva è un indicatore utile per valutare il rischio di morte in pazienti con sintomi di malattia coronarica ma con esami di perfusione cardiaca normali. Questo dato può migliorare la stratificazione del rischio e aiutare a personalizzare la gestione clinica.