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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/11/2013 Lettura: ~2 min

Recidive di fibrillazione atriale dopo ablazione con radiofrequenze: incidenza e fattori di rischio

Fonte
Europace (2013) 15 (11): 1581-1586. doi: 10.1093/europace/eut076.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio che ha valutato la possibilità che la fibrillazione atriale torni dopo un trattamento chiamato ablazione transcatetere. L'obiettivo è comprendere quali fattori possono aumentare questo rischio, per aiutare a seguire meglio i pazienti nel tempo.

Che cos'è la fibrillazione atriale e l'ablazione transcatetere

La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo del cuore che può causare battiti irregolari e veloci. Per trattarla, a volte si utilizza una procedura chiamata ablazione transcatetere, che usa energia a radiofrequenze per modificare alcune aree del cuore e cercare di ripristinare un ritmo normale.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha analizzato i dati di 1.016 persone con fibrillazione atriale che non rispondevano ai farmaci e che hanno subito una singola ablazione transcatetere tra il 2004 e il 2010. Sono stati esclusi i pazienti con meno di un anno di controllo dopo l'intervento e quelli che avevano avuto una recidiva entro un anno. Alla fine, sono stati valutati 392 pazienti.

Risultati principali

  • Il tasso annuo di ritorno della fibrillazione atriale dopo un anno senza recidive è stato del 7,6%.
  • Alcuni fattori erano associati a un rischio maggiore di recidiva tardiva, come:
  • Ipertensione (pressione alta),
  • Obesità,
  • Livelli elevati di proteina C reattiva (CRP) prima dell'intervento, che è un indicatore di infiammazione nel corpo,
  • Fibrillazione atriale di lunga durata.

Tuttavia, considerando tutti questi fattori insieme, solo i livelli molto alti di CRP prima dell'ablazione sono risultati un predittore indipendente e significativo di recidiva.

Cosa significa questo per i pazienti

Se dopo un anno dall'ablazione non si hanno recidive, c'è comunque un rischio annuo di circa il 7,6% che la fibrillazione atriale possa tornare. Questo rischio è più alto in chi ha livelli elevati di CRP prima della procedura.

Per questo motivo, è importante continuare a monitorare i pazienti nel tempo, soprattutto quelli con segni di infiammazione elevata prima dell'intervento.

In conclusione

Dopo un anno senza fibrillazione atriale, circa il 7,6% dei pazienti può comunque avere una recidiva ogni anno. Tra i vari fattori di rischio, un livello alto di proteina C reattiva prima dell'ablazione è il più importante per prevedere questo ritorno. Perciò, è utile mantenere un controllo regolare dopo l'intervento, in particolare per chi presenta questo segno di infiammazione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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