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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/11/2013 Lettura: ~3 min

Trombosi subacuta di stent medicato in paziente con NSTEMI

Fonte
Dr. Alessandro Pappalardo, Ospedale San Giovanni Addolorata, Roma

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alessandro Pappalardo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1080 Sezione: 28

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un uomo di 70 anni che ha avuto un problema cardiaco chiamato NSTEMI e che è stato trattato con l'inserimento di stent medicati nelle arterie del cuore. Durante il suo percorso, ha avuto una complicanza chiamata trombosi subacuta degli stent, che è stata prontamente gestita con un nuovo intervento e un cambiamento della terapia farmacologica. Qui spieghiamo in modo semplice cosa è successo e come è stato seguito il paziente.

Che cosa è successo al paziente

Il signor RR, un uomo di 70 anni, è stato ricoverato per un infarto chiamato NSTEMI, che interessa una parte del cuore. Aveva già diverse malattie, tra cui problemi al cuore, pressione alta, diabete, problemi ai polmoni, e anemia. All'ingresso, un esame chiamato ecocardiogramma mostrava che il suo cuore funzionava abbastanza bene, anche se c'era un ispessimento del muscolo cardiaco.

Intervento e complicanza

Il giorno dopo, è stata fatta una coronarografia, un esame che mostra le arterie del cuore. È stata trovata una malattia diffusa in tre arterie principali, con restringimenti molto seri. Durante la stessa procedura, è stato trattato il vaso più malato, la coronaria discendente anteriore, inserendo due stent medicati, cioè piccoli tubicini rivestiti di farmaci per mantenere aperta l'arteria.

Il paziente ha iniziato una terapia con un farmaco chiamato clopidogrel per prevenire la formazione di coaguli. Tuttavia, dopo cinque giorni, ha avuto un nuovo dolore al petto e un esame elettrocardiografico ha mostrato un problema al cuore. Una nuova coronarografia urgente ha rilevato che uno degli stent si era chiuso a causa di un coagulo, una condizione chiamata trombosi subacuta dello stent.

Per risolvere questo problema, è stato eseguito un nuovo intervento con l'uso di un palloncino per riaprire l'arteria e l'inserimento di un nuovo stent non medicato. Dopo l'intervento, gli esami del sangue hanno mostrato un aumento degli enzimi cardiaci, segno di un danno al muscolo cardiaco.

Modifica della terapia e decorso

Per ridurre il rischio di nuovi coaguli, la terapia è stata cambiata sostituendo il clopidogrel con un altro farmaco chiamato ticagrelor, che è più efficace in questi casi. Dopo questo cambio, il paziente ha avuto un decorso senza complicazioni.

Alla dimissione, l'ecocardiogramma mostrava una parte del cuore non più in movimento (acinesia apicale) e una funzione leggermente ridotta, ma il paziente era senza sintomi e stabile. Alcune altre stenosi nelle arterie del cuore dovranno essere valutate in seguito con esami specifici.

Terapia prescritta alla dimissione

  • ASA (aspirina) 100 mg: 1 compressa dopo cena
  • Ticagrelor 90 mg: 1 compressa due volte al giorno
  • Furosemide 25 mg: 1 compressa alle 15:00 (diuretico per eliminare liquidi)
  • Canrenone 50 mg: mezza compressa alle 12:00 (aiuta il cuore e i reni)
  • Ramipril 2,5 mg: 1 compressa due volte al giorno (per la pressione)
  • Amlodipina 5 mg: 1 compressa alle 20:00 (per la pressione)
  • Atorvastatina 80 mg: 1 compressa la sera (per abbassare il colesterolo)
  • Pantoprazolo 20 mg: 1 compressa al mattino a digiuno (protezione dello stomaco)
  • Isosorbide nitrato 10: 1 cerotto sul torace dalle 8:00 alle 22:00 (per migliorare il flusso di sangue al cuore)
  • Novonorm 1 mg: 1 compressa a pranzo e 1 a cena (per il diabete)
  • Gluconato ferrico: 1 flacone per via orale alle 8:00 (per l'anemia)

In conclusione

Il paziente ha avuto un infarto e un trattamento con stent medicati, ma ha sviluppato una complicanza chiamata trombosi subacuta dello stent, cioè la formazione di un coagulo che ha bloccato l'arteria. Questo è stato trattato con un nuovo intervento e un cambiamento della terapia farmacologica. Al momento della dimissione, il paziente è stabile, senza sintomi, e segue una terapia completa per il cuore e le altre condizioni associate.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alessandro Pappalardo

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