Che cos'è lo shock cardiogeno e come si tratta
Lo shock cardiogeno è una condizione grave in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue per soddisfare i bisogni del corpo. Spesso si verifica dopo un infarto miocardico acuto, cioè un attacco di cuore. Nonostante i progressi nelle cure, questa situazione ha ancora un alto rischio di mortalità.
Il trattamento tradizionale utilizza farmaci chiamati catecolamine che stimolano il cuore, ma questi possono causare problemi come:
- aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari;
- maggiore consumo di ossigeno da parte del cuore, che può peggiorare la situazione;
- supporto circolatorio spesso insufficiente.
I dispositivi meccanici di supporto circolatorio
- modalità di inserimento: attraverso la pelle (percutanea) o con un intervento chirurgico;
- tipo di supporto: possono aiutare il ventricolo sinistro, il destro o entrambi;
- possibile combinazione con un sistema di ossigenazione extracorporea (ECMO), che aiuta anche a ossigenare il sangue.
I dispositivi più usati sono:
- Pompa intra-aortica (IABP), che aiuta il cuore a pompare migliorando la pressione nel grande vaso principale;
- ECMO venoarteriosa, che supporta sia la circolazione che l’ossigenazione del sangue;
- Pompa Impella e TandemHeart, che assistono direttamente il cuore nel pompare il sangue.
Cosa dicono gli studi sull'efficacia di questi dispositivi
Molti studi e l’esperienza clinica mostrano che questi dispositivi migliorano i parametri emodinamici, cioè aiutano il cuore a pompare meglio e aumentano la pressione del sangue. Tuttavia, quando si guarda alla sopravvivenza dei pazienti, i risultati sono meno chiari:
- Uno studio importante chiamato Shock II ha dimostrato che l’uso della pompa intra-aortica (IABP) non riduce significativamente la mortalità a 30 giorni nei pazienti con shock cardiogeno.
- Non ci sono ancora studi randomizzati che valutino l’efficacia dell’ECMO in questa situazione.
- Le pompe Impella e TandemHeart, in piccoli studi controllati, non hanno mostrato di migliorare la sopravvivenza a breve termine rispetto alla pompa intra-aortica.
In conclusione
Nonostante la necessità di un supporto efficace per il cuore in caso di shock cardiogeno, i dispositivi meccanici attualmente disponibili non hanno dimostrato di aumentare la sopravvivenza a breve o lungo termine. La ricerca continua per trovare soluzioni migliori che possano aiutare i pazienti in questa situazione critica.