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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/02/2014 Lettura: ~1 min

Supporto circolatorio meccanico nello shock cardiogeno: quanto incide sulla sopravvivenza?

Fonte
Eur Heart J (2014) 35 (3): 156-167.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo shock cardiogeno è una grave complicanza che può verificarsi durante un infarto del cuore e rappresenta una sfida importante per i medici. Esistono diversi metodi per aiutare il cuore a pompare meglio il sangue, compresi dispositivi meccanici. Questo testo spiega in modo semplice cosa si sa finora sull'efficacia di questi supporti meccanici nella sopravvivenza dei pazienti.

Che cos'è lo shock cardiogeno e come si tratta

Lo shock cardiogeno è una condizione grave in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue per soddisfare i bisogni del corpo. Spesso si verifica dopo un infarto miocardico acuto, cioè un attacco di cuore. Nonostante i progressi nelle cure, questa situazione ha ancora un alto rischio di mortalità.

Il trattamento tradizionale utilizza farmaci chiamati catecolamine che stimolano il cuore, ma questi possono causare problemi come:

  • aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari;
  • maggiore consumo di ossigeno da parte del cuore, che può peggiorare la situazione;
  • supporto circolatorio spesso insufficiente.

I dispositivi meccanici di supporto circolatorio

  • modalità di inserimento: attraverso la pelle (percutanea) o con un intervento chirurgico;
  • tipo di supporto: possono aiutare il ventricolo sinistro, il destro o entrambi;
  • possibile combinazione con un sistema di ossigenazione extracorporea (ECMO), che aiuta anche a ossigenare il sangue.

I dispositivi più usati sono:

  • Pompa intra-aortica (IABP), che aiuta il cuore a pompare migliorando la pressione nel grande vaso principale;
  • ECMO venoarteriosa, che supporta sia la circolazione che l’ossigenazione del sangue;
  • Pompa Impella e TandemHeart, che assistono direttamente il cuore nel pompare il sangue.

Cosa dicono gli studi sull'efficacia di questi dispositivi

Molti studi e l’esperienza clinica mostrano che questi dispositivi migliorano i parametri emodinamici, cioè aiutano il cuore a pompare meglio e aumentano la pressione del sangue. Tuttavia, quando si guarda alla sopravvivenza dei pazienti, i risultati sono meno chiari:

  • Uno studio importante chiamato Shock II ha dimostrato che l’uso della pompa intra-aortica (IABP) non riduce significativamente la mortalità a 30 giorni nei pazienti con shock cardiogeno.
  • Non ci sono ancora studi randomizzati che valutino l’efficacia dell’ECMO in questa situazione.
  • Le pompe Impella e TandemHeart, in piccoli studi controllati, non hanno mostrato di migliorare la sopravvivenza a breve termine rispetto alla pompa intra-aortica.

In conclusione

Nonostante la necessità di un supporto efficace per il cuore in caso di shock cardiogeno, i dispositivi meccanici attualmente disponibili non hanno dimostrato di aumentare la sopravvivenza a breve o lungo termine. La ricerca continua per trovare soluzioni migliori che possano aiutare i pazienti in questa situazione critica.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

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