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Comprendere la salute, con parole semplici

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi
02/09/2011

TAVI: risultati positivi anche nei pazienti a basso rischio

La TAVI è una procedura per impiantare una nuova valvola aortica senza dover aprire il torace. Recenti studi mostrano risultati molto incoraggianti anche in pazienti considerati a basso rischio per l'intervento chirurgico tradizionale. Qui spieghiamo in modo semplice cosa significa questo per chi soffre di problemi alla valvola aortica.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi
02/09/2011

Studio PRODIGY: nessun beneficio dalla doppia antiaggregazione oltre 6 mesi dopo impianto di stent

Lo studio PRODIGY ha analizzato se prolungare la doppia terapia antiaggregante oltre sei mesi dopo l'impianto di stent nelle arterie coronarie fosse utile o meno. I risultati aiutano a capire meglio il tempo ideale di trattamento per ridurre rischi e complicazioni.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi
02/09/2011

Riduzione significativa del rischio di trombosi con gli stent medicati all'everolimus

Uno studio importante ha mostrato che una nuova generazione di stent, chiamati stent medicati all'everolimus, riduce in modo significativo il rischio di trombosi, un problema serio che può verificarsi dopo l'impianto di questi dispositivi nelle arterie. Questi risultati sono rassicuranti per la sicurezza a lungo termine di questi stent.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi
02/09/2011

Studio CRISP AMI: il contropulsatore aortico prima della PCI non riduce la dimensione dell'infarto nell'infarto STEMI

Lo studio CRISP AMI ha valutato se l'uso del contropulsatore aortico prima di un intervento per aprire l'arteria bloccata nel cuore (PCI) possa ridurre la gravità dell'infarto in pazienti con infarto miocardico acuto STEMI. I risultati aiutano a capire meglio quando questo strumento può essere utile.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi
02/09/2011

L'eccesso di attività sportiva può aumentare il rischio di aritmie

Fare sport è molto importante per la salute, ma uno studio ha evidenziato che gli atleti che si allenano e gareggiano a livelli molto elevati e per lunghi periodi possono avere un rischio maggiore di sviluppare alcune irregolarità del battito cardiaco, chiamate aritmie. Questo non significa che lo sport sia pericoloso, ma che è utile conoscere questi aspetti per una migliore pr…

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi
01/09/2011

Ivabradina e beta bloccanti in pazienti con scompenso: meglio iniziarli insieme

Quando il cuore non riesce a pompare bene il sangue, si parla di scompenso cardiaco. Esistono diversi farmaci utili per aiutare il cuore a lavorare meglio, tra cui i beta bloccanti e l'ivabradina. Recenti studi suggeriscono che iniziare insieme questi due farmaci può portare a risultati migliori, migliorando la qualità della vita e la tolleranza all'esercizio fisico.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi
01/09/2011

Beta bloccanti endovenosi nelle sindromi coronariche acute: nuove conferme

Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio importante che ha valutato l'effetto dei beta bloccanti somministrati per via endovenosa nelle persone con problemi cardiaci acuti. L'obiettivo è comprendere meglio come questi farmaci possano aiutare a ridurre il rischio di morte durante un episodio cardiaco grave.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi
01/09/2011

Difficoltà nella somministrazione dei beta bloccanti nello scompenso cardiaco

Nonostante le numerose prove scientifiche a favore, l'uso corretto di alcuni farmaci importanti per il cuore, come i beta bloccanti, rimane ancora limitato. Questo può succedere anche quando i pazienti ne avrebbero bisogno per migliorare la loro salute.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi
01/09/2011

Studio PURE: l'uso dei beta bloccanti nelle malattie cardiovascolari

Lo studio PURE ha analizzato come vengono usati alcuni farmaci importanti per chi ha problemi al cuore o al cervello. I risultati mostrano differenze significative tra paesi ricchi e meno ricchi, specialmente per i beta bloccanti, un tipo di medicina usata per proteggere il cuore.

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01/09/2011

Registro GARFIELD: 1 paziente su 3 con fibrillazione atriale ad alto rischio di ictus non riceve terapia anticoagulante

La fibrillazione atriale è una condizione che può aumentare il rischio di ictus. È importante che chi ha questa condizione e un alto rischio riceva una terapia adeguata per prevenire problemi seri. Tuttavia, uno studio internazionale ha mostrato che molti pazienti non ricevono ancora il trattamento raccomandato. Qui spieghiamo cosa significa questo dato e perché è importante.

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