Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 15.004 persone di mezza età, di diverse etnie (neri e bianchi). Sono stati misurati i loro polmoni usando un test chiamato spirometria, che valuta quanto aria si può espirare velocemente in un secondo, chiamato FEV1.
Come è stato condotto lo studio
I partecipanti sono stati seguiti per circa 17 anni e mezzo. Durante questo periodo, i ricercatori hanno controllato chi sviluppava la fibrillazione atriale (FA), un disturbo del ritmo cardiaco, tramite cartelle ospedaliere, certificati di morte o elettrocardiogrammi fatti durante visite di controllo.
Risultati principali
- Un valore basso di FEV1 (cioè una ridotta capacità di espirare rapidamente) è stato associato a un rischio più alto di sviluppare fibrillazione atriale.
- Questo legame è stato osservato in tutti i gruppi, sia uomini che donne, sia persone di pelle nera che bianca.
- Il rischio aumentava in modo più marcato nei gruppi con la funzione polmonare più compromessa.
- Anche chi fumava mostrava questa associazione, indicando che il rischio non dipendeva solo dal fumo.
- In particolare, chi aveva un'ostruzione moderata o grave delle vie aeree (cioè un rapporto tra FEV1 e capacità vitale forzata inferiore a 0,70 e un FEV1 inferiore all'80% del valore atteso) aveva un rischio più alto di fibrillazione atriale.
In conclusione
Questo studio mostra che una funzione polmonare ridotta, indicata da un basso FEV1 e da ostruzione delle vie aeree, è legata a un aumento del rischio di fibrillazione atriale nel tempo. Mantenere una buona salute polmonare può essere importante anche per la salute del cuore.