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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/05/2014 Lettura: ~3 min

Un aspetto importante della cardioncologia: prevenire i danni al cuore causati dai trattamenti oncologici

Fonte
Irma Bisceglia, Servizio di Cardiologia Preventiva e Riabilitativa, AO S.Camillo-Forlanini, Roma; con collaborazione della Dott.ssa Chiara Lestuzzi del CRO di Aviano.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Irma Bisceglia Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

Oggi molti pazienti con tumore vivono più a lungo grazie ai progressi della medicina. Tuttavia, alcuni trattamenti possono causare problemi al cuore. È importante conoscere questi rischi e come prevenirli per proteggere la salute cardiaca durante e dopo le cure oncologiche.

Che cosa significa cardiotossicità nei trattamenti oncologici

Alcuni farmaci e terapie usati per curare il cancro possono danneggiare il cuore. Questo può portare a problemi come ictus, infarto o insufficienza cardiaca, specialmente in chi ha ricevuto radioterapia al torace o farmaci chiamati antracicline a dosi elevate.

Antracicline

  • Sono farmaci usati da molti anni per trattare diversi tumori, anche nei bambini.
  • Possono causare un danno al muscolo cardiaco che si accumula nel tempo e può manifestarsi anche anni dopo il trattamento.
  • Il rischio aumenta con la dose totale ricevuta, generalmente oltre 300 mg/m2 di doxorubicina.
  • Alcuni pazienti possono sviluppare problemi anche a dosi più basse.
  • Il danno può comparire subito dopo la terapia o molto tempo dopo.
  • La prevenzione include il controllo dei fattori di rischio cardiaco, come l’ipertensione, e l’educazione del paziente.
  • Esistono farmaci e metodi per ridurre il rischio, come dosi più basse, farmaci meno tossici, infusioni prolungate e protezioni specifiche.
  • L’esercizio fisico regolare può aiutare a proteggere il cuore durante la terapia.

Prevenzione e monitoraggio

  • È importante riconoscere i segnali precoci di danno cardiaco per intervenire tempestivamente.
  • Esami ecocardiografici avanzati e il dosaggio di alcuni marker nel sangue, come la troponina, aiutano a identificare problemi prima che diventino gravi.
  • Il monitoraggio deve essere regolare, soprattutto in chi ha ricevuto dosi elevate o ha altre malattie cardiache.

Target therapy: il caso del trastuzumab

  • Il trastuzumab è un farmaco usato per alcuni tumori della mammella con caratteristiche particolari.
  • Può causare problemi al cuore, ma spesso questi sono reversibili e meno gravi rispetto alle antracicline.
  • Il rischio è maggiore se usato insieme alle antracicline o in pazienti con altri fattori di rischio.
  • Per chi ha un rischio alto, si possono scegliere trattamenti alternativi o controlli più frequenti.

Farmaci anti-VEGF

  • Questi farmaci bloccano una sostanza che aiuta a formare nuovi vasi sanguigni, importante sia per i tumori che per il cuore e i vasi.
  • Possono causare ipertensione arteriosa, che va controllata attentamente prima e durante il trattamento.
  • Altri possibili effetti includono problemi di ritmo cardiaco e rischio di infarto o ictus.
  • È importante monitorare la pressione e il cuore regolarmente durante la terapia.

Fluoropirimidine (5-FU e capecitabina)

  • Farmaci usati per diversi tumori, possono causare spasmi dei vasi coronarici, che riducono il flusso di sangue al cuore.
  • I sintomi possono variare da dolori al petto a problemi più gravi come infarto o aritmie.
  • Il rischio è maggiore durante le prime somministrazioni e può essere silente, cioè senza sintomi evidenti.
  • Prima di iniziare la terapia è importante fare un controllo cardiologico e un elettrocardiogramma (ECG).
  • Se si manifestano problemi, è spesso sconsigliato ripetere la terapia con gli stessi farmaci.

Radioterapia

  • La radioterapia al torace può danneggiare il cuore e i vasi sanguigni, con effetti che possono comparire anche molti anni dopo.
  • Il rischio dipende dalla dose, dalla zona trattata, dall’età e da altri fattori.
  • Prima di iniziare la radioterapia è importante valutare la salute del cuore e adottare misure per ridurre i fattori di rischio, come smettere di fumare e fare attività fisica.
  • Il controllo cardiologico dovrebbe iniziare circa 5 anni dopo il trattamento e proseguire nel tempo.

In conclusione

Le terapie oncologiche moderne hanno migliorato molto la sopravvivenza, ma possono influenzare la salute del cuore. Conoscere i rischi, adottare misure preventive e monitorare regolarmente la funzione cardiaca permette di ridurre le complicanze e migliorare la qualità della vita dei pazienti. La collaborazione tra oncologi e cardiologi è fondamentale per garantire cure efficaci e sicure.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Irma Bisceglia

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