Che cosa è stato studiato
Lo studio ha analizzato 287 bambini con cardiopatie congenite, cioè difetti del cuore presenti fin dalla nascita. Tutti avevano bisogno di un pacemaker per aiutare il cuore a battere correttamente a causa di problemi come la disfunzione del nodo del seno o il blocco atrioventricolare.
Questi bambini avevano in media 5 anni e quasi tutti avevano già subito almeno un intervento chirurgico al cuore.
Due modi per impiantare il pacemaker
- Via endocardica (o trasvenosa): il pacemaker viene inserito attraverso le vene e gli elettrocateteri raggiungono l'interno del cuore.
- Via epicardica: gli elettrocateteri vengono posizionati sulla superficie esterna del cuore durante un intervento chirurgico.
Nel gruppo con impianto endocardico c'erano bambini più grandi e con più spesso disfunzione del nodo del seno. Nel gruppo epicardico, invece, i bambini erano più piccoli, con più blocchi atrioventricolari e avevano subito più interventi chirurgici.
Risultati e complicanze
- Complicanze durante o subito dopo l'intervento sono state rare: versamenti di liquido intorno al cuore nello 0,6% dei casi con impianto epicardico, emotorace (sangue nel torace) nel 3,4% con impianto endocardico e mortalità dello 0,6% nel gruppo epicardico.
- Dopo un controllo medio di 5 anni, la stimolazione del cuore ha funzionato bene nel 71% dei bambini.
- Il pacemaker è risultato meno efficace nel 29% dei casi, con un tasso di fallimento più alto nel gruppo epicardico (40%) rispetto a quello endocardico (13%).
- Il rischio di malfunzionamento degli elettrocateteri era maggiore nei bambini più piccoli e in quelli con impianto epicardico.
Cosa significa per i bambini
In generale, il pacemaker aiuta bene i bambini con problemi al cuore nel lungo periodo. Tuttavia, l'impianto attraverso le vene (endocardico) sembra dare risultati migliori rispetto all'impianto sulla superficie del cuore (epicardico).
Inoltre, i bambini più piccoli hanno un rischio maggiore di complicanze e malfunzionamenti, indipendentemente dal tipo di impianto.
In conclusione
Il pacemaker è una soluzione efficace per i bambini con cardiopatie congenite che hanno bisogno di stimolazione cardiaca. L'impianto endocardico offre risultati migliori e meno problemi nel tempo rispetto a quello epicardico. Tuttavia, l'età più giovane del bambino al momento dell'impianto aumenta il rischio di complicanze e malfunzionamenti.