CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 09/05/2014 Lettura: ~2 min

Impianto di pacemaker nei bambini con cardiopatie congenite: via trasvenosa o epicardica?

Fonte
Europace (2013) 15 (9): 1280-1286. doi: 10.1093/europace/eut029.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando un bambino ha un problema al cuore che richiede un pacemaker, è importante scegliere il modo migliore per impiantare questo dispositivo. Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio che ha confrontato due tecniche di impianto del pacemaker nei bambini con difetti cardiaci presenti dalla nascita.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha analizzato 287 bambini con cardiopatie congenite, cioè difetti del cuore presenti fin dalla nascita. Tutti avevano bisogno di un pacemaker per aiutare il cuore a battere correttamente a causa di problemi come la disfunzione del nodo del seno o il blocco atrioventricolare.

Questi bambini avevano in media 5 anni e quasi tutti avevano già subito almeno un intervento chirurgico al cuore.

Due modi per impiantare il pacemaker

  • Via endocardica (o trasvenosa): il pacemaker viene inserito attraverso le vene e gli elettrocateteri raggiungono l'interno del cuore.
  • Via epicardica: gli elettrocateteri vengono posizionati sulla superficie esterna del cuore durante un intervento chirurgico.

Nel gruppo con impianto endocardico c'erano bambini più grandi e con più spesso disfunzione del nodo del seno. Nel gruppo epicardico, invece, i bambini erano più piccoli, con più blocchi atrioventricolari e avevano subito più interventi chirurgici.

Risultati e complicanze

  • Complicanze durante o subito dopo l'intervento sono state rare: versamenti di liquido intorno al cuore nello 0,6% dei casi con impianto epicardico, emotorace (sangue nel torace) nel 3,4% con impianto endocardico e mortalità dello 0,6% nel gruppo epicardico.
  • Dopo un controllo medio di 5 anni, la stimolazione del cuore ha funzionato bene nel 71% dei bambini.
  • Il pacemaker è risultato meno efficace nel 29% dei casi, con un tasso di fallimento più alto nel gruppo epicardico (40%) rispetto a quello endocardico (13%).
  • Il rischio di malfunzionamento degli elettrocateteri era maggiore nei bambini più piccoli e in quelli con impianto epicardico.

Cosa significa per i bambini

In generale, il pacemaker aiuta bene i bambini con problemi al cuore nel lungo periodo. Tuttavia, l'impianto attraverso le vene (endocardico) sembra dare risultati migliori rispetto all'impianto sulla superficie del cuore (epicardico).

Inoltre, i bambini più piccoli hanno un rischio maggiore di complicanze e malfunzionamenti, indipendentemente dal tipo di impianto.

In conclusione

Il pacemaker è una soluzione efficace per i bambini con cardiopatie congenite che hanno bisogno di stimolazione cardiaca. L'impianto endocardico offre risultati migliori e meno problemi nel tempo rispetto a quello epicardico. Tuttavia, l'età più giovane del bambino al momento dell'impianto aumenta il rischio di complicanze e malfunzionamenti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA