Che cosa è stato studiato
Il registro danese ha raccolto dati su quasi 14.000 pazienti con fibrillazione atriale che non avevano mai ricevuto questi farmaci prima. Circa 5.000 persone hanno ricevuto dabigatran e quasi 9.000 warfarin, due medicine usate per prevenire coaguli di sangue che possono causare ictus o altri problemi.
Risultati principali
- Ictus e embolia: Non c’erano differenze significative tra i due gruppi nel rischio di ictus o embolia, cioè la formazione di coaguli che bloccano il flusso sanguigno.
- Mortalità: Il rischio di morte è stato più basso nei pazienti trattati con dabigatran, sia con la dose più bassa (110 mg due volte al giorno) che con quella più alta (150 mg due volte al giorno), rispetto a chi prendeva warfarin.
- Embolia polmonare: Anche il rischio di embolia polmonare, cioè un coagulo nei polmoni, è risultato più basso con dabigatran.
- Infarto del miocardio: Il rischio di infarto è stato più basso con dabigatran rispetto a warfarin, per entrambe le dosi.
- Sanguinamenti intestinali: Il rischio di sanguinamento nell’intestino era più basso con la dose bassa di dabigatran rispetto a warfarin, mentre con la dose più alta questa differenza non è stata confermata.
Analisi a lungo termine
In un gruppo di pazienti seguiti per più di un anno, i risultati sono stati ancora più chiari, confermando i vantaggi di dabigatran in termini di sicurezza e efficacia.
In conclusione
In questa esperienza reale con pazienti danesi, dabigatran e warfarin hanno mostrato un rischio simile di ictus, embolia e sanguinamenti maggiori. Tuttavia, dabigatran è risultato associato a un rischio più basso di morte, sanguinamenti cerebrali, embolia polmonare e infarto. Non è stato osservato un aumento dei sanguinamenti o degli infarti con dabigatran anche dopo più di un anno di trattamento.