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Articolo per pazienti Pubblicato: 02/09/2014 Lettura: ~3 min

ATLANTIC: benefici della somministrazione di farmaci antiaggreganti in ambulanza nei pazienti con infarto miocardico STEMI

Fonte
ESC Congress 2014 Acute Coronary Syndromes (ACS). Studio ATLANTIC presentato al Congresso ESC 2014 e pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha valutato se somministrare un farmaco antiaggregante chiamato ticagrelor direttamente in ambulanza, prima dell’arrivo in ospedale, potesse migliorare la situazione di pazienti con un tipo di infarto chiamato STEMI. I risultati mostrano che questa pratica è sicura e può aiutare a prevenire complicazioni dopo l’intervento, senza effetti negativi rispetto alla somministrazione in ospedale.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ATLANTIC ha confrontato due modi di somministrare il ticagrelor, un farmaco che aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel cuore durante un infarto grave chiamato STEMI:

  • Somministrazione in ambulanza, prima dell’arrivo in ospedale.
  • Somministrazione in ospedale, prima dell’intervento.

Tutti i pazienti hanno ricevuto anche aspirina e la terapia standard. Lo scopo era vedere se il farmaco dato prima potesse migliorare il flusso di sangue nelle arterie coronarie e ridurre i problemi durante la procedura di rivascolarizzazione, che di solito prevede l’inserimento di uno stent per mantenere aperta l’arteria bloccata.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio ha coinvolto 1.862 pazienti con STEMI, diagnosticato tramite elettrocardiogramma (ECG) direttamente in ambulanza. I pazienti sono stati divisi in due gruppi casuali:

  • Un gruppo ha ricevuto ticagrelor in ambulanza e poi placebo in ospedale.
  • L’altro gruppo ha ricevuto placebo in ambulanza e ticagrelor in ospedale.

Tutti hanno poi continuato la terapia con ticagrelor per almeno un anno dopo l’intervento.

Risultati principali

  • Non è stata trovata una differenza significativa tra i due gruppi nel miglioramento del flusso di sangue e nella risoluzione delle anomalie all’ECG prima dell’intervento.
  • Un’eccezione è stata osservata nei pazienti che non avevano ricevuto morfina: in questi casi, il ticagrelor somministrato in ambulanza ha mostrato un miglioramento più evidente dell’ECG.
  • La morfina sembra rallentare l’effetto del ticagrelor, ma l’impatto preciso di questa interazione non è ancora chiaro.

Risultati secondari e sicurezza

  • Non ci sono state differenze significative tra i gruppi per eventi gravi come morte, nuovo infarto, ictus o necessità di ulteriori interventi.
  • La trombosi intrastent, cioè la formazione di coaguli all’interno dello stent, è stata significativamente più bassa nel gruppo che ha ricevuto il farmaco in ambulanza, sia a 24 ore che a 30 giorni dall’intervento.
  • Questo è importante perché la trombosi intrastent è una complicanza grave che può mettere a rischio la vita del paziente.

Vantaggi pratici

Somministrare ticagrelor in ambulanza è più semplice dal punto di vista organizzativo rispetto a farlo nel laboratorio dove si esegue l’intervento, che è già molto impegnativo per il personale medico.

In conclusione

La somministrazione precoce di ticagrelor in ambulanza è sicura e non peggiora i risultati rispetto alla somministrazione in ospedale. Inoltre, aiuta a ridurre il rischio di complicazioni gravi come la trombosi dello stent dopo l’intervento. Questo approccio può essere utile e più pratico per gestire i pazienti con infarto STEMI.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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