Che cos'è lo studio ARISTOTLE
Lo studio ARISTOTLE ha confrontato due farmaci, apixaban e warfarin, usati per ridurre il rischio di ictus e altri problemi causati da coaguli di sangue in persone con fibrillazione atriale non valvolare, una condizione del cuore che può causare battiti irregolari.
Obiettivi dello studio
- Descrivere le emorragie maggiori secondo criteri specifici internazionali.
- Identificare le sedi dove si verificano questi sanguinamenti.
- Valutare la mortalità entro 30 giorni dopo un sanguinamento grave.
- Individuare i fattori di rischio associati a queste emorragie.
Partecipanti e metodo
Lo studio ha incluso 18.140 pazienti che hanno ricevuto almeno una dose di uno dei due farmaci. Per analizzare i fattori di rischio è stato usato un metodo statistico chiamato modello di Cox.
Risultati principali
- Il rischio di emorragie maggiori è stato più basso nel gruppo trattato con apixaban (2,13% all'anno) rispetto a quello con warfarin (3,09% all'anno).
- Le emorragie maggiori fuori dal cervello (emorragie extracraniche) nei pazienti con apixaban hanno richiesto meno ricoveri in ospedale, meno interventi medici o chirurgici, meno trasfusioni e meno cambiamenti nella terapia.
- La mortalità entro 30 giorni da un sanguinamento grave è stata circa la metà nei pazienti con apixaban rispetto a quelli con warfarin.
Fattori di rischio per sanguinamenti
Alcune condizioni o situazioni aumentano il rischio di sanguinamenti gravi, tra cui:
- Età avanzata
- Precedenti episodi di sanguinamento, ictus o attacchi ischemici transitori (TIA)
- Diabete
- Problemi ai reni
- Anemia
- Uso di farmaci come l'aspirina (ASA) e i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)
In conclusione
Rispetto al warfarin, l'apixaban è risultato più sicuro per i pazienti con fibrillazione atriale, con un rischio più basso di sanguinamenti gravi, meno complicazioni dopo emorragie fuori dal cervello e una riduzione del 50% della mortalità entro 30 giorni dopo un sanguinamento importante.