Che cosa è stato studiato
Lo studio ha analizzato 149 pazienti che dovevano sottoporsi a un intervento per riparare un aneurisma dell’aorta addominale, cioè un rigonfiamento anomalo di questa grande arteria nell’addome. Questi pazienti avevano un basso rischio cardiaco secondo un indice chiamato Revised Cardiac Risk Index (RCRI), che di solito esclude la necessità di controlli approfonditi al cuore prima dell’operazione.
Risultati principali
- Il 28,9% dei pazienti (43 su 149) aveva una grave malattia coronarica, cioè problemi importanti alle arterie del cuore.
- Questi pazienti sono stati trattati con successo con due tipi di procedure per migliorare il flusso sanguigno al cuore: angioplastica coronarica percutanea (PCI) in 35 casi e bypass coronarico (CABG) in 8 casi.
- Anche tra i pazienti con basso rischio cardiaco, circa il 25% aveva problemi coronarici gravi.
- Tra i pazienti senza sintomi di malattia cardiaca, quasi il 30% aveva comunque problemi importanti alle coronarie.
Esito dell’intervento sull’aneurisma
- L’intervento per riparare l’aneurisma è stato fatto in due modi: con una tecnica meno invasiva chiamata endovascolare (35,1% dei casi) o con la chirurgia tradizionale (64,9%).
- In entrambi i casi, la complicanza grave (morbilità) e la mortalità sono state molto basse, intorno allo 0,6%.
- La sopravvivenza a lungo termine è stata molto buona, con il 97% dei pazienti vivi e senza eventi cardiaci gravi a 5 anni, e l’82% a circa 7,5 anni.
In conclusione
Molti pazienti con aneurisma dell’aorta addominale, anche se considerati a basso rischio cardiaco e senza sintomi, possono avere problemi importanti alle arterie del cuore. Identificare e trattare queste condizioni prima dell’intervento è possibile e aiuta a migliorare i risultati dell’operazione e la sopravvivenza a lungo termine.