Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori olandesi ha analizzato 528 pazienti che nel 2006 hanno subito un intervento chiamato rivascolarizzazione miocardica percutanea, una procedura per migliorare il flusso di sangue al cuore. I pazienti sono stati seguiti per 10 anni per capire come ansia e depressione potessero influenzare la loro sopravvivenza.
Come sono stati valutati ansia e depressione
Un mese dopo l'intervento, i pazienti hanno compilato un questionario chiamato HADS (Hospital Anxiety and Depression Scale), che serve a identificare la presenza di ansia e depressione. Se il punteggio era pari o superiore a 8, si considerava che il paziente avesse sintomi significativi di ansia o depressione.
Risultati principali
- L'età media dei pazienti era di 63 anni.
- Circa il 20% mostrava sintomi di depressione.
- Circa il 23% mostrava sintomi di ansia.
- La presenza di ansia era collegata a una maggiore probabilità di mortalità a lungo termine.
- La depressione era associata a un aumento del rischio di morte nei pazienti con angina stabile, ma non in quelli con sindrome coronarica acuta (una condizione più grave).
- Quando si considerava anche la presenza di ansia, l'effetto della depressione sul rischio di morte non risultava più significativo.
Cosa significa per i pazienti con angina stabile
In particolare, i pazienti con angina stabile che avevano sintomi di ansia significativi mostravano un aumento del rischio di mortalità a lungo termine.
In conclusione
Ansia e depressione sono condizioni comuni dopo un intervento per migliorare il flusso sanguigno al cuore. Tra queste, l'ansia sembra essere un segnale importante legato a un rischio maggiore di mortalità a lungo termine, soprattutto nei pazienti con angina stabile. Questi risultati sottolineano l'importanza di riconoscere e considerare lo stato emotivo dei pazienti dopo l'intervento.