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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/10/2014 Lettura: ~2 min

Beta bloccanti e calcio antagonisti per il controllo della frequenza cardiaca nella fibrillazione atriale

Fonte
Ann Pharmacother 2014 Oct 3 (Epub ahead of print).

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 940 Sezione: 17

Introduzione

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può richiedere un trattamento per controllare la frequenza del battito. Due tipi di farmaci usati a questo scopo sono i beta bloccanti e i calcio antagonisti. Questo testo spiega in modo semplice come questi farmaci si confrontano nel mantenere stabile la terapia nel tempo.

Che cosa sono i beta bloccanti e i calcio antagonisti

I beta bloccanti e i calcio antagonisti sono farmaci che aiutano a regolare la frequenza del cuore. Agiscono in modi diversi, ma entrambi possono essere usati per rallentare il battito cardiaco quando è troppo veloce, come nella fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo del cuore.

Lo studio sul confronto tra i due farmaci

Uno studio ha analizzato 1.239 persone tra i 40 e i 60 anni con fibrillazione atriale appena diagnosticata. Di queste, 1.016 assumevano beta bloccanti e 223 calcio antagonisti per controllare la frequenza del cuore.

Cosa è stato osservato

  • Le persone che prendevano calcio antagonisti hanno avuto più spesso bisogno di cambiare il trattamento rispetto a chi prendeva beta bloccanti.
  • Questo significa che la terapia con beta bloccanti tende a durare più a lungo senza modifiche.

Cosa significa per chi assume questi farmaci

Per chi non è anziano e deve iniziare una terapia per controllare la frequenza cardiaca nella fibrillazione atriale, i beta bloccanti possono offrire una maggiore stabilità nel tempo rispetto ai calcio antagonisti.

In conclusione

In persone adulte con fibrillazione atriale, i beta bloccanti sembrano mantenere più a lungo il controllo della frequenza cardiaca senza necessità di cambiare terapia, rispetto ai calcio antagonisti. Questo può aiutare a gestire meglio la condizione nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

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