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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/10/2014 Lettura: ~3 min

Vie accessorie atriofascicolari: cosa ci predice l’ECG?

Fonte
Europace (2014) 16 (11):1610-1618 DOI:10.1093/europace/euu059

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato se l'elettrocardiogramma (ECG) può aiutare a capire dove intervenire nel cuore di pazienti con vie accessorie atriofascicolari, un tipo particolare di percorso elettrico anomalo. L'obiettivo è rendere più chiaro cosa può dirci l'ECG durante episodi di tachicardia, per guidare meglio il trattamento.

Che cosa sono le vie accessorie atriofascicolari?

Le vie accessorie atriofascicolari sono percorsi elettrici anomali che collegano l'atrio (una delle camere superiori del cuore) ai fasci di conduzione, permettendo al segnale elettrico di passare in modo diverso rispetto al normale. Questo può causare tachicardia antidromica (ADT), cioè un battito cardiaco molto veloce dovuto a un circuito elettrico anomalo.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha analizzato 45 pazienti, di cui circa la metà erano uomini, con un'età media di 27 anni. In totale sono state esaminate 46 vie accessorie e 48 episodi di tachicardia antidromica. Tutti i pazienti avevano un ECG a 12 derivazioni registrato durante questi episodi e sono stati sottoposti a un trattamento chiamato ablazione, che mira a eliminare la via anomala.

Come è stato valutato il cuore

Il punto dove intervenire con l'ablazione è stato identificato usando una tecnica di imaging che mostra il cuore da una certa angolazione (45 gradi, chiamata LAO). Il punto di ablazione è stato descritto come un orologio intorno all'anello della valvola tricuspide, con diverse zone numerate per localizzare esattamente la via anomala.

Cosa si è misurato nell'ECG

Durante la tachicardia, è stato analizzato l'asse del QRS, che indica la direzione generale del segnale elettrico nel cuore. Questo asse è stato classificato in tre gruppi:

  • Normale (oltre +15°)
  • Orizzontale (tra +15° e -30°)
  • Superiore (meno di -30°)

I risultati hanno mostrato che l'asse del QRS variava tra i pazienti, ma non c'era una differenza significativa nel punto di ablazione tra i diversi gruppi.

Altri risultati importanti

  • Il complesso QRS era più stretto (cioè durava meno tempo) nei pazienti con asse normale rispetto a quelli con asse orizzontale o superiore.
  • L'intervallo V-H, un tempo che misura la conduzione elettrica tra due punti nel cuore, era più breve nei pazienti con asse normale.

Conclusioni dello studio

Non è stata trovata una relazione chiara tra la posizione della via accessoria e l'asse del QRS durante la tachicardia. Questo significa che l'ECG a 12 derivazioni, anche durante la massima pre-eccitazione (cioè quando la via anomala è più attiva), non può prevedere con precisione il punto esatto dove deve essere fatta l'ablazione attorno all'anello della valvola tricuspide nei pazienti con vie accessorie atriofascicolari.

In conclusione

Lo studio mostra che, anche se l'ECG è uno strumento importante per diagnosticare le tachicardie causate da vie accessorie, non è in grado di indicare con precisione il punto esatto di intervento per l'ablazione nei casi di vie accessorie atriofascicolari. Quindi, per questi pazienti, sono necessari altri metodi per guidare il trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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