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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/01/2015 Lettura: ~2 min

Stenosi aortica e aritmie: un rischio aggiuntivo nei candidati alla procedura TAVR

Fonte
Circulation online before print December 2, 2014 doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.114.011929.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La stenosi aortica è una condizione del cuore che può richiedere un intervento chiamato TAVR, un modo meno invasivo per sostituire la valvola aortica. In alcune persone che si preparano a questa procedura, possono esserci problemi del ritmo cardiaco, chiamati aritmie, che spesso non vengono riconosciuti prima dell'intervento. Capire la presenza di queste aritmie è importante per migliorare la sicurezza e i risultati della cura.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori ha esaminato 435 persone che dovevano sottoporsi a TAVR. Tutti hanno avuto un controllo del ritmo del cuore per 24 ore prima dell'intervento, usando un apparecchio chiamato elettrocardiogramma (ECG) continuo.

Quali aritmie sono state trovate

  • In circa il 16% dei pazienti sono state scoperte aritmie non diagnosticate prima.
  • Le aritmie più comuni erano:
  • Fibrillazione atriale parossistica o tachicardia atriale (problemi nel ritmo degli atri, le camere superiori del cuore) in 28 persone.
  • Blocco atrio-ventricolare avanzato o grave rallentamento del battito in 24 persone.
  • Tachicardia ventricolare non sostenuta (battiti veloci e brevi nelle camere inferiori del cuore) in 26 persone.
  • Blocco di branca sinistra intermittente (alterazione nella conduzione del segnale elettrico nel cuore) in 3 persone.

Impatto delle aritmie sulla salute

  • Quasi tutti questi problemi del ritmo erano senza sintomi, cioè i pazienti non se ne accorgevano.
  • In circa il 43% dei casi, la scoperta delle aritmie ha portato a modifiche nella terapia medica.
  • Chi ha avuto fibrillazione atriale o tachicardia atriale aveva un rischio più alto di eventi cerebrovascolari (come l'ictus) entro 30 giorni dall'intervento (7,1% contro 0,4%).
  • Tra chi ha poi avuto bisogno di un pacemaker dopo la procedura, quasi un terzo aveva già un blocco atrio-ventricolare avanzato o grave rallentamento del battito prima dell'intervento.
  • Alcuni pazienti hanno sviluppato un blocco di branca sinistra persistente dopo TAVR, e in parte questi avevano già un blocco intermittente prima.

Perché è importante questa scoperta

Le aritmie non riconosciute prima dell'intervento sono frequenti e possono aumentare il rischio di complicazioni, come eventi cerebrovascolari e la necessità di un pacemaker. Rilevarle in anticipo permette di adattare la cura per proteggere meglio la salute del paziente.

In conclusione

Circa un paziente su cinque che si prepara alla procedura TAVR presenta aritmie non diagnosticate che possono influenzare il decorso e la sicurezza dell'intervento. È quindi molto importante individuare queste alterazioni del ritmo cardiaco prima dell'intervento per migliorare la gestione e ridurre i rischi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier

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