Che cosa significa disfunzione renale cronica (CKD)
La disfunzione renale cronica indica che i reni non funzionano più come dovrebbero. Questo può essere lieve, moderato o severo, a seconda di quanto è compromessa la capacità dei reni di filtrare il sangue. La funzione renale si misura con un calcolo chiamato filtrato glomerulare stimato (eGFR), che indica quanti millilitri di sangue i reni riescono a pulire ogni minuto.
Lo studio e i suoi risultati principali
In uno studio sono stati seguiti per circa 7 anni 231 pazienti con fibrillazione atriale non legata a problemi valvolari del cuore. Questi pazienti sono stati divisi in tre gruppi in base alla loro funzione renale:
- Funzione renale normale o lieve disfunzione (eGFR ≥ 60 ml/min/1,73 m2)
- Disfunzione renale moderata (eGFR tra 30 e 59 ml/min/1,73 m2)
- Disfunzione renale severa (eGFR < 30 ml/min/1,73 m2)
Durante il periodo di osservazione, 48 pazienti hanno avuto eventi di sanguinamento importante. Chi aveva una disfunzione renale moderata o severa aveva un rischio molto più alto di sanguinamenti rispetto a chi aveva una funzione renale normale o solo leggermente compromessa.
In particolare, il rischio di sanguinamento nei pazienti con disfunzione renale moderata era più di tre volte superiore rispetto agli altri, anche dopo aver considerato altri fattori di rischio.
Importanza per la valutazione del rischio
Il rischio di sanguinamento viene spesso valutato con uno strumento chiamato score HAS-BLED. Lo studio ha confrontato la versione classica di questo punteggio con una versione modificata che considera come disfunzione renale anche la moderata riduzione della funzione renale (eGFR < 60). La versione modificata ha mostrato una tendenza a prevedere meglio il rischio, anche se la differenza non era statisticamente significativa.
In conclusione
Una riduzione moderata della funzione renale può aumentare significativamente il rischio di sanguinamenti importanti nei pazienti con fibrillazione atriale che assumono anticoagulanti. Questo dato può aiutare i medici a valutare meglio il rischio di sanguinamenti e a scegliere la terapia più adatta.