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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/03/2015 Lettura: ~2 min

Studio CULPRIT: rivascolarizzazione completa o parziale nell'infarto STEMI

Fonte
ACC 2015 - 64th American College of Cardiology, 14–16 Marzo 2015.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha confrontato due modi di trattare l'infarto del cuore causato da un'arteria bloccata. L'obiettivo era capire quale metodo potesse portare a risultati migliori per i pazienti nei dodici mesi successivi.

Che cosa ha studiato il CULPRIT TRIAL

Il CULPRIT TRIAL è stato uno studio condotto su 296 pazienti con infarto miocardico acuto di tipo STEMI, cioè un infarto causato da un'ostruzione completa di un'arteria del cuore. I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • Rivascolarizzazione completa: trattamento di tutte le arterie con problemi al momento del ricovero (150 pazienti).
  • Rivascolarizzazione della sola arteria colpita: trattamento solo dell'arteria responsabile dell'infarto (146 pazienti).

Cosa si è misurato

L'obiettivo principale era valutare entro 12 mesi la presenza di uno o più dei seguenti eventi:

  • morte per qualsiasi causa,
  • nuovo infarto del miocardio,
  • insufficienza cardiaca,
  • necessità di un nuovo intervento per problemi di circolazione del cuore causati da ischemia (mancanza di sangue).

Risultati principali

Il gruppo con rivascolarizzazione completa ha avuto un tasso di questi eventi combinati del 10,0%, mentre il gruppo con trattamento solo dell'arteria colpita ha avuto un tasso più alto, del 21,2%. Questo significa che il trattamento completo ha ridotto di circa la metà il rischio di questi problemi.

Nonostante non ci fosse una riduzione significativa della morte o del nuovo infarto da soli, tutti gli eventi considerati insieme sono stati meno frequenti nel gruppo con rivascolarizzazione completa.

Sicurezza del trattamento

Non sono state osservate differenze importanti tra i due gruppi per quanto riguarda:

  • sanguinamenti importanti,
  • danni ai reni causati dal mezzo di contrasto usato durante l'intervento,
  • ictus.

In conclusione

Lo studio ha mostrato che trattare tutte le arterie con problemi al momento dell'infarto può ridurre il rischio di eventi gravi nei 12 mesi successivi, senza aumentare i rischi di complicazioni importanti rispetto a trattare solo l'arteria infartuata.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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