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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/03/2015 Lettura: ~2 min

Studio BEST: confronto tra BPAC e PCI con stent a rilascio di everolimus nelle sindromi coronariche acute

Fonte
ACC 2015 - 64th American College of Cardiology, 14-16 marzo 2015.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha confrontato due trattamenti per pazienti con problemi cardiaci acuti: il BPAC e la PCI con stent medicati. I risultati aiutano a capire quale opzione possa essere più sicura e efficace nel lungo termine.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha esaminato 880 pazienti con malattia coronarica che hanno ricevuto due tipi di trattamento:

  • PCI multivasale con stent a rilascio di everolimus (438 pazienti)
  • BPAC (442 pazienti), un tipo di trattamento alternativo

L'obiettivo era confrontare gli eventi avversi cardiovascolari a lungo termine, cioè problemi come morte, infarto o necessità di nuovi interventi.

Risultati principali

Lo studio è stato interrotto prima del previsto a causa di un reclutamento lento dei pazienti. I risultati principali sono stati:

  • Dopo 2 anni, il 11,0% dei pazienti con PCI ha avuto un evento grave (morte, infarto o nuova procedura) contro il 7,9% nel gruppo BPAC. Questa differenza non era statisticamente significativa.
  • Dopo circa 4,6 anni, il 15,3% nel gruppo PCI ha avuto un evento contro il 10,6% nel gruppo BPAC. Questa differenza è risultata significativa, indicando un rischio maggiore con la PCI.

Risultati in pazienti con diabete

I pazienti con diabete sembravano trarre un beneficio maggiore dal trattamento BPAC, anche se il risultato non era completamente certo.

Altri risultati importanti

  • Morte: 6,6% nel gruppo PCI vs 5,0% nel gruppo BPAC (differenza non significativa)
  • Infarto del miocardio (IMA): 4,8% vs 2,7% (non significativo)
  • Infarto spontaneo: 4,3% vs 1,6% (significativo, più frequente nel gruppo PCI)
  • Rivascolarizzazione del vaso target (RVT): 11,0% vs 5,4% (significativo, più frequente nel gruppo PCI)
  • Ictus (stroke): 2,5% vs 2,9% (senza differenze rilevanti)

In conclusione

Lo studio ha mostrato che, nel lungo termine, il trattamento con BPAC può essere associato a un rischio minore di eventi cardiovascolari rispetto alla PCI con stent a rilascio di everolimus, specialmente in pazienti con diabete. Alcuni eventi come l'infarto spontaneo e la necessità di nuovi interventi erano più frequenti nel gruppo PCI.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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