Che cosa è stato studiato
Lo studio ha esaminato 880 pazienti con malattia coronarica che hanno ricevuto due tipi di trattamento:
- PCI multivasale con stent a rilascio di everolimus (438 pazienti)
- BPAC (442 pazienti), un tipo di trattamento alternativo
L'obiettivo era confrontare gli eventi avversi cardiovascolari a lungo termine, cioè problemi come morte, infarto o necessità di nuovi interventi.
Risultati principali
Lo studio è stato interrotto prima del previsto a causa di un reclutamento lento dei pazienti. I risultati principali sono stati:
- Dopo 2 anni, il 11,0% dei pazienti con PCI ha avuto un evento grave (morte, infarto o nuova procedura) contro il 7,9% nel gruppo BPAC. Questa differenza non era statisticamente significativa.
- Dopo circa 4,6 anni, il 15,3% nel gruppo PCI ha avuto un evento contro il 10,6% nel gruppo BPAC. Questa differenza è risultata significativa, indicando un rischio maggiore con la PCI.
Risultati in pazienti con diabete
I pazienti con diabete sembravano trarre un beneficio maggiore dal trattamento BPAC, anche se il risultato non era completamente certo.
Altri risultati importanti
- Morte: 6,6% nel gruppo PCI vs 5,0% nel gruppo BPAC (differenza non significativa)
- Infarto del miocardio (IMA): 4,8% vs 2,7% (non significativo)
- Infarto spontaneo: 4,3% vs 1,6% (significativo, più frequente nel gruppo PCI)
- Rivascolarizzazione del vaso target (RVT): 11,0% vs 5,4% (significativo, più frequente nel gruppo PCI)
- Ictus (stroke): 2,5% vs 2,9% (senza differenze rilevanti)
In conclusione
Lo studio ha mostrato che, nel lungo termine, il trattamento con BPAC può essere associato a un rischio minore di eventi cardiovascolari rispetto alla PCI con stent a rilascio di everolimus, specialmente in pazienti con diabete. Alcuni eventi come l'infarto spontaneo e la necessità di nuovi interventi erano più frequenti nel gruppo PCI.