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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/04/2015 Lettura: ~3 min

Trombosi auricolare nel flutter atriale persistente prima della cardioversione: valgono le stesse regole della fibrillazione atriale?

Fonte
XVII Congresso Nazionale SIEC, Napoli 16-18 Aprile 2015.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il flutter atriale è un tipo di aritmia cardiaca in cui gli atri del cuore battono in modo rapido ma organizzato. Anche se è stato considerato a basso rischio di formazione di coaguli, le attuali indicazioni suggeriscono di trattarlo con attenzione simile a quella della fibrillazione atriale, un'altra aritmia più comune. Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha confrontato la presenza di coaguli nel cuore di pazienti con queste due condizioni prima di un trattamento chiamato cardioversione.

Che cos'è il flutter atriale e perché è importante

Il flutter atriale (FLA) è un'aritmia in cui gli atri del cuore si contraggono in modo rapido ma regolare, mantenendo una certa organizzazione. Tradizionalmente, si pensava che il rischio di formazione di coaguli (trombosi) fosse basso in questa condizione.

La fibrillazione atriale (FA), invece, è un'aritmia più caotica e irregolare, associata a un rischio più alto di coaguli che possono causare ictus.

Le linee guida attuali

Le attuali raccomandazioni mediche suggeriscono di trattare i pazienti con flutter atriale con la stessa attenzione anticoagulante riservata a quelli con fibrillazione atriale. Tuttavia, questa indicazione si basa su pochi studi e con un livello di evidenza considerato basso.

Lo studio condotto

Lo studio ha valutato la presenza di coaguli nelle due parti dell'atrio destro del cuore: l'auricola atriale sinistra (LAA) e l'auricola atriale destra (RAA). Sono stati analizzati 1.081 esami ecocardiografici transesofagei (ETE), un tipo di ecografia che permette di vedere bene l'interno del cuore, eseguiti su pazienti con fibrillazione o flutter atriale prima di una procedura chiamata cardioversione, che serve a riportare il cuore a un ritmo normale.

I pazienti studiati erano 877 con fibrillazione atriale e 204 con flutter atriale.

Risultati principali

  • La presenza complessiva di coaguli atriali è stata del 9,62%.
  • Nel gruppo con fibrillazione atriale, il 10,5% aveva coaguli, mentre nel gruppo con flutter atriale il 6,4%.
  • Nel dettaglio, nella LAA i coaguli erano presenti nel 9,9% dei pazienti con fibrillazione e nel 5,9% di quelli con flutter.
  • Nella RAA, i coaguli erano meno frequenti: 0,8% nella fibrillazione e 0,5% nel flutter.
  • Un fenomeno chiamato ecocontrasto spontaneo, che indica una maggiore tendenza alla formazione di coaguli, era presente nel 35% dei pazienti con fibrillazione e nel 28% di quelli con flutter.
  • La velocità con cui il sangue si svuota dall'auricola sinistra, misurata con Doppler, non mostrava differenze significative tra i due gruppi.

Cosa significa tutto questo

I risultati indicano che anche nel flutter atriale può esserci un rischio significativo di formazione di coaguli nel cuore, simile a quello della fibrillazione atriale, anche se leggermente inferiore.

Per questo motivo, è importante seguire le stesse regole di prevenzione dei coaguli, in particolare l'uso di farmaci anticoagulanti, prima di procedere alla cardioversione in entrambi i casi.

In conclusione

Lo studio conferma che, prima di una cardioversione, è corretto utilizzare una terapia anticoagulante completa sia nei pazienti con fibrillazione atriale sia in quelli con flutter atriale. Questo supporta le raccomandazioni delle linee guida mediche più recenti, che suggeriscono di trattare con attenzione simile entrambe le condizioni per prevenire la formazione di coaguli e ridurre il rischio di complicazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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