Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 24 pazienti, per lo più donne, con un'età media di circa 63 anni, ricoverati per cardiomiopatia di TakoTsubo. Sono stati esclusi coloro che avevano sintomi da più di 12 ore, chi aveva un pacemaker, chi assumeva farmaci che influenzano un particolare aspetto del battito cardiaco chiamato intervallo QT, o chi aveva avuto un precedente infarto.
Come sono stati analizzati i pazienti
Per ogni persona sono stati registrati elettrocardiogrammi (ECG) a 12 derivazioni in tre momenti diversi:
- fase acuta (subito dopo l'inizio della malattia),
- fase subacuta (poco dopo),
- fase cronica (a distanza di tempo, quando la malattia si stabilizza).
Cosa è stato osservato
Durante la fase subacuta si sono notati cambiamenti significativi in alcune misure dell'ECG:
- Intervallo QT e QT corretto (QTc): sono aumentati, indicando una modifica nel modo in cui il cuore si prepara al battito successivo.
- Dispersione del QT: è aumentata, cosa che riflette una maggiore variabilità nel tempo di ripolarizzazione tra diverse parti del cuore.
- Distanza picco-fine onda T e il rapporto tra questa distanza e il QT totale sono anch'essi aumentati, segnalando alterazioni nella fase finale della ripolarizzazione cardiaca.
Questi cambiamenti sono tornati ai valori normali nella fase cronica, mostrando che le alterazioni sono temporanee e si risolvono con il tempo.
Eventi cardiaci rilevati
Solo un paziente su 24 ha avuto aritmie ventricolari, cioè alterazioni del ritmo cardiaco più gravi, durante lo studio, il che indica una bassa frequenza di questo tipo di complicazioni in questa condizione.
In conclusione
Le anomalie nella ripolarizzazione del cuore, che si manifestano con cambiamenti specifici nell'ECG, aumentano temporaneamente durante la fase subacuta della cardiomiopatia di TakoTsubo. Questi cambiamenti ritornano alla normalità nella fase cronica, suggerendo un miglioramento spontaneo della funzione cardiaca nel tempo.