Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha valutato l'effetto delle cellule staminali CD34+, che si trovano nel midollo osseo, su pazienti con cardiomiopatia ischemica. Questi pazienti erano in attesa di un trapianto di cuore e avevano un dispositivo meccanico (chiamato dispositivo di assistenza ventricolare sinistra) per aiutare il cuore a pompare il sangue.
Il giorno prima dell'intervento per impiantare il dispositivo, è stato prelevato il midollo osseo dai pazienti. Da questo midollo sono state separate diverse frazioni di cellule, tra cui le cellule staminali CD34+ e altre cellule senza CD34 (CD34-).
Come è stato fatto il trattamento
Durante l'intervento per mettere il dispositivo, i medici hanno iniettato direttamente nel cuore diverse frazioni di cellule e una soluzione di controllo in aree specifiche. Ogni punto di iniezione è stato contrassegnato per poter essere analizzato successivamente.
Cosa è stato osservato
- Al momento del trapianto di cuore, sono state raccolte le aree in cui erano state fatte le iniezioni per analizzarle al microscopio.
- Non ci sono state differenze significative nelle complicazioni tra i pazienti trattati con cellule e quelli con la soluzione di controllo.
- Contrariamente a quanto ipotizzato, le aree trattate con cellule staminali CD34+ avevano una minore densità di cellule endoteliali, cioè di cellule che formano i vasi sanguigni, rispetto alle aree trattate con la soluzione di controllo.
- Non sono state trovate differenze importanti nella quantità di tessuto cicatriziale (fibrosi) o nell'infiammazione tra i vari gruppi.
- È stata invece osservata una riduzione dei fibroblasti attivati (cellule coinvolte nella formazione della cicatrice) sia nelle aree trattate con cellule CD34+ che con CD34-.
Cosa significa tutto questo
I risultati indicano che, in questo studio, l'iniezione diretta di cellule staminali CD34+ dal midollo osseo non ha aumentato la formazione di nuovi vasi sanguigni nel cuore dei pazienti con cardiomiopatia ischemica.
In conclusione
Le cellule staminali prelevate dal midollo osseo e iniettate direttamente nel cuore non hanno mostrato di favorire la crescita di nuovi vasi sanguigni in persone con una malattia cardiaca ischemica. Inoltre, non hanno cambiato in modo significativo la fibrosi o l'infiammazione, anche se hanno ridotto alcune cellule coinvolte nella cicatrizzazione. Questi dati aiutano a capire meglio come funzionano questi trattamenti e suggeriscono che, in questo caso, non migliorano la vascolarizzazione del cuore.